«Tariffe carissime, Comune e Aset negano l’evidenza». La Cisl attacca su acqua, Tari e Irpef: Fano è la più cara delle Marche

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Massimo Foghetti
Caro tariffe, secondo la Cisl Fano è maglia nera

FANO - La Cisl risponde con i numeri alle giustificazioni di Comune e Aset sul caro tariffe e sul peso della imposizione fiscale che, con l’aumento generale dei prezzi, non appaiono più sostenibili specie dalle famiglie a basso reddito. Questione acqua. La Cisl ribadisce che a Fano il costo dell’acqua è la più alta della regione Marche non solo per il meccanismo delle fasce ma anche per il costo al metro cubo. 

 

 

«Forse Aset che a giustificazione della sua tariffa adduce gli investimenti fatti per il ciclo dell’acqua - dichiara Giovanni Giovanelli - non ha bene confrontato la sua tariffa con quella degli altri gestori. Prendiamo per esempio la fascia agevolata: a Fano il costo al mc. è 0,90773529, a Pesaro è 0,877331, ad Ancona è 0,7468, a Macerata è 0,658964, ad Ascoli Piceno è 0,724589. Chiediamo al sindaco di illustrare quali sono i motivi di questa tariffa così alta e di avviare subito un confronto con le organizzazioni sindacali dei consumatori per la riduzione immediata della tariffa». Lo stesso ragionamento secondo la Cisl vale per la Tari la tariffa dei rifiuti che sta diventando veramente pesante per le tasche dei cittadini fanesi. Se è pur vero l’adeguamento alla delibera Arera, che peraltro alcuni Comuni per la loro gestione virtuosa sono riusciti ad evitare, si chiede che il sindaco e la sua giunta devono assolutamente intervenire per la riduzione significativa della tassa, innovando il sistema della raccolta dei rifiuti, magari avviando un processo che premi le famiglie che differenziano realmente i loro rifiuti. Soprattutto non è più sostenibile che gli utili di Aset vengano utilizzati per finanziare il bilancio del Comune. Secondo il sindacato, la tariffa deve coprire il costo del servizio e non finanziare il bilancio del Comuni. 

Questione Irpef comunale: non si confondano le risorse dei ristori del governo e le risorse stanziate dal Comune di Fano con la pressione fiscale. «E’ dal 2017 – aggiunge Giovanelli - che chiediamo al sindaco la riduzione dell‘irpef per i ceti medio bassi. A Fano ci sono 45.948 persone che hanno un reddito di cui 25 236 hanno reddito da lavoro dipendente ed autonomo mentre 16.151 sono pensionati. I pensionati hanno una pensione media di 897 euro e ci sono 3444 cittadini fanesi che vivono con una pensiona solo di invalidità per un importo di 444 euro. Coloro che hanno un reddito fino a 10.000 sono 11.949 con un reddito medio annuo di 4634 euro che corrispondono a 387 euro di reddito mensile. A questi si aggiungono 6.162 cittadini che hanno un reddito tra 10.000 e 15.000 che arrivano un reddito medio mensile di 1000 euro. A Fano con l’aliquota unica allo 0.8 sia Non vi è equità sociale e fiscale». 

Altro dato interessante è l’aumento del gettito fiscale data dall’irpef comunale: l’unica tassa che non si può evadere. Per la Cisl dunque è urgente uscire dalla logica del contributo a Bando, occorre invece ridurre sostanzialmente il prelievo fiscale e tariffario implementando contestualmente come previsto dalla legge 328 del 2000 politiche strutturali condivise, di contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale. 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA