Le ambulanze arrivano da Fossombrone e Fano. Nell'attesa cardiopatico muore a Cagli

Sabato 5 Giugno 2021 di Chiara Azalea
Una ambulanza in servizio di notte

CAGLI  - Questa volta è toccato a Cagli. Il dramma si è materializzato nella serata di giovedì: una persona si sente male, l’ambulanza più vicina che è giù fuori per un altro servizio, la chiamata dirottata in un altro paese e il tempo che scorre inesorabile. A pagare con la vita, questa volta, è stata una persona con pregressi di cardiopatia, colpita da un problema importante nella sua abitazione a Cagli. Allertato tempestivamente il 118, dopo circa trenta minuti, è sopraggiunta una prima ambulanza con a bordo solo il personale infermieristico, proveniente dall’ospedale di Fossombrone, visto che il mezzo di Cagli era già impegnato in un altro servizio. 

 

Dopo diversi minuti è intervenuta una seconda ambulanza, sempre di Fossombrone ma arrivata da Fano dove aveva effettuato un intervento, questa volta con medici a bordo. Tutte le operazioni di soccorso si sono però rilevate inutili e l’epilogo è stato la morte della persona colpita da malore. «E’ vero che il tragitto è in gran parte in superstrada ma i chilometri sono comunque tanti ed esistono anche tante altre località (Frontone, Pianello, Chiaserna , Massa, Cerreto, Serravalle etc) per raggiungere le quali occorre percorrere più chilometri ed in strade più disagiate - ha commentato il Movimento Spontaneo di Cittadini per la Sanità Pubblica che ha segnalato il nuovo caso - sono episodi che mettono in luce come sia necessario ridare ai territori maggiori servizi e garantire la presenza di una emergenza-urgenza che non può essere di soli volontari (non in questo caso) come una sciagurata delibera della Giunta regionale precedente aveva previsto e che ancoraci si ostina a tenere valida». Così si muore nell’entroterra. Il tragico evento di giovedì sera è solo l’ultima di una lunga serie di situazioni nelle quali si evidenzia, in maniera lampante, l’inefficacia di un sistema di emergenza– urgenza con un dilatarsi dei tempi di soccorso che, in alcuni casi, possono fare la differenza tra la vita e la morte di una persona. Non è passato neanche un mese dalla morte di un altro cittadino dell’Unione Montana del Catria e del Nerone, avvenuta lo scorso 13 maggio a Pianello: il cinquantottenne, colpito da un malore nella sua abitazione, era stato soccorso da un’ambulanza partita da Urbania perché, anche in quel caso, il mezzo di Cagli era impiegato un altro servizio. L’ambulanza ha dovuto quindi percorrere oltre 40 km, 25 fino a Cagli, altri 15 per raggiungere Pianello, in una strada sicuramente non a scorrimento veloce, trovando la persona deceduta al suo arrivo. Qualche giorno prima, a Polea, una situazione simile fortunatamente si era risolta senza conseguenze: anche in quel caso era arrivata una ambulanza con soli infermieri.

La consigliera regionale Marta Ruggeri (M5s) torna a incalza la Regione: «Più Potes nell’entroterra e più dottori per le automediche. Questo ennesimo episodio ripropone il tema dell’emergenza-urgenza nei luoghi più decentrati, in particolare nell’area del Catria e Nerone. La Regione dovrebbe muoversi con la massima celerità, dimostrando in modo concreto e tempestivo la proclamata discontinuità rispetto alla precedente gestione, con i suoi ospedali provinciali e un’attenzione assai meno pressante alla sanità diffusa, che pure è la fondamentale garanzia di un eguale diritto alla salute».

 

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