Stop all’acqua trekking, vittoria per i pescatori del Bosso. Erano stati tra i primi a segnalare la pratica vietata poi da Carloni

I pescatori del Bosso
I pescatori del Bosso
di Chiara Azalea
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Lunedì 28 Marzo 2022, 04:35

CAGLI  - Mai più acqua trekking nei fiumi delle Marche. Con la Delibera 313 del 21 marzo 2022 la Regione Marche ha imposto il divieto in tutte acque della Regione Marche della “pratica ricreativa denominata acqua trekking o qualsiasi tipo di attività che prevede escursionismo di gruppo all’interno dei corsi d’acqua”.

 

Su richiesta dell’Arcipesca, infatti, la Regione ha deliberato questo nuovo divieto che nasce “al fine della conservazione del patrimonio faunistico e ambientale”. Il fenomeno dell’acqua trekking, negli ultimi anni, sulla spinta di agenzie turistiche o altre associazioni, aveva portato sempre più escursionisti, in muta e scarpe da trekking, a risalire il corso del fiume Bosso. 


Tempestiva la reazione di diversi attori del territorio, preoccupati dalla mancanza di regolamentazione e delle possibili conseguenze ad un ecosistema fragile, delicato e messo ancora sotto stress dalle siccità estive. Prima tra tutte l’Associazione Pescatori del Bosso, tra i primi a segnalare la dannosità di questa pratica. «Finalmente su richiesta anche dell’Arcipesca di cui facciamo parte, è stata vietata una pratica che danneggiava i nostri torrenti» commenta Francesco Fumelli, presidente dell’Associazione Pescatori del Bosso Cagli che, anni, si batte contro questa pratica, proposta in pacchetti da diverse realtà.

«La nostra Associazione ormai da alcuni anni segnala l’acqua trekking come una pratica dannosa nei nostri torrenti, già colpiti dalla grave siccità dei mesi estivi . Abbiamo portato la problematica tramite L’Arcipesca Fisa sez. di Pesaro in consulta regionale, dove il vicepresidente Carloni ci ha ascoltati ed ha vietato questa pratica ricreativa che crea danni ambientali e faunistici - continua Fumelli - ora grazie alle nostre guardie ittiche/ambientali potremo vigilare sapendo che c’è un divieto a riguardo. I fiumi Bosso e Burano sono torrenti con un ecosistema delicato e per lo più appartenenti ad aree Sic/zps dove sono presenti specie da proteggere come la trota mediterranea, il granchio di fiume e numerose specie entomologiche che stanno via via scomparendo».

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