Alluvione, agricoltura e allevamento in ginocchio: «È rimasta solo una strada per il Catria»

Alluvione, agricoltura e allevamento in ginocchio: «È rimasta solo una strada per il Catria»
Alluvione, agricoltura e allevamento in ginocchio: «È rimasta solo una strada per il Catria»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 19 Settembre 2022, 16:36 - Ultimo aggiornamento: 18:28

CANTIANO - È un bollettino di guerra quello che riguarda la zona del Catria colpita dall'alluvione lo scorso 15 settembre. Gravi danni anche alle infrastrutture che rischiano di mettere in ginocchio il settore dell'agricoltura e dell'allevamento.

 

Alluvione, colpita un’attività su tre. Nella zona di Ostra imprese del tutto inaccessibili

"Di quattro strade utilizzate per salire sul Catria - spieega infatti la Coldiretti - solo una è ancora percorribile e gli allevatori utilizzano quella per andare a verificare le condizioni di salute dei loro animali al pascolo. Un altro, con pecore e capre dalle parti di Frontone, ha dovuto chiedere l’intervento dei vigili del fuoco per ripristinare la carrareccia di collegamento che l’alluvione del 15 settembre ha lasciato scavata come canyon profondo quasi due metri. Immagini dal sopralluogo di questa mattina del direttore di Coldiretti Pesaro Urbino, Claudio Calevi, che insieme ai suoi tecnici ha toccato Cantiano, Frontone e Serra Sant’Abbondio, i tre comuni colpiti dalla furia della pioggia dei giorni scorsi.

Droni, ruspe e i sub: tutti cercano Mattia. Sommozzatori e strumenti hi-tech per trovare il bimbo di 8 anni. Trovati i resti della felpa

“Qui la maggior parte dei terreni è tenuta a pascoli – spiega Calevi – ed è per questo che, per quanto riguarda le coltivazioni, abbiamo meno danni rispetto ad altre zone della regione. La conta finale sarà comunque ingente perché sono rimasti danneggiate attrezzature, mezzi agricoli e laboratori di trasformazione, rimesse, magazzini di stoccaggio”. A Cantiano, ad esempio, un produttore di vino aromatizzato alla tradizionale visciola locale, si è ritrovato il laboratorio sventrato, macchinari sommersi e i silos pieni portati via dalla corrente. “Parliamo di un’area – commenta Tommaso Di Sante, presidente di Coldiretti Pesaro Urbino – dove le aziende agricole rappresentano oltre il 38% dell’economia e dove il lavoro degli agricoltori significa anche tutela del territorio e prevenzione verso il fenomeno dello spopolamento delle aree interne e marginali. La situazione non è delle migliori perché questo rischia di essere un colpo di grazia per l’intero settore se pensiamo anche ai rincari energetici che già ci trovavamo ad affrontare”. Il tutto senza contare i danni in prospettiva con le semine autunnali e primaverili a rischio. Molti agricoltori che avevano già sistemato il terreno per prepararlo alle semine autunnali di orzo, grano e avena si ritrovano ora a dover ripetere l’operazione dopo aver già investito soldi, tempo e denaro a causa di smottamenti e ruscellamenti. Ripristinata la viabilità statale e provinciale, restano le strade poderali e rurali la vera spina nel fianco di un territorio che già prima non brillava per infrastrutture.

© RIPRODUZIONE RISERVATA