Il 14 agosto sarà il giorno del Lisippo per rivendicarne la restituzione, il Getty alla Corte europea per l'ennesimo ricorso

Sabato 21 Maggio 2022 di Massimo Foghetti
Il Lisippo esposto al Getty Museum

FANO - Il 14 agosto di ogni anno sarà proclamato “giorno del Lisippo” e vi verranno organizzate iniziative che fin quando la vertenza con il Getty Museum per la restituzione di quanto esportato illegalmente non sarà risolta evidenzieranno le rimostranze e le legittime aspettative della città.

 

Tutti gli attori in campo
E’ una proposta del sindaco Massimo Seri, da lui stesso comunicata al termine del convegno organizzato dal Lions Club ieri, nella sala di rappresentanza della Fondazione Carifano per fare il punto sulla vicenda. All’incontro promosso con il titolo “Lisippo, Italia, Fano, a che punto siamo?” hanno partecipato illustri relatori: dall’ex ministro ai Beni culturali Alberto Bonisoli che quando era in carica aveva fatto della restituzione del Lisippo uno dei principali obiettivi della sua azione di governo, cosa che purtroppo non può dirsi dei suoi successori, all’avvocato dello Stato Lorenzo D’Ascia, che successore di Maurizio Fiorilli ha patrocinato le ragioni dell’Italia di fronte al tribunale di Pesaro, l’avvocata Giuditta Giardini consulente presso la Procura distrettuale di Manatthan dell’unità contro il traffico illecito delle antichità, Marco Sammicheli, direttore del museo del design italiano, Stefano Alessandrini consulente del Ministero dei beni culturali italiani, lo storico dell’arte Rodolfo Battistini.

Hanno fatto gli onori di casa il presidente della Fondazione Carifano Giorgio Gragnola e il presidente del Lions Filippo Aniballi, tutti coordinati dall’avvocato Tristano Tonnini, che ha curato le tesi dell'associazione Le Cento Città in occasione del processo contro il Getty; processo attivato dal padre Tullio e da Alberto Berardi, la cui determinazione è stata ricordata con un applauso durante il convegno.

A che punto siamo?
Ma con il Lisippo, appunto, a che punto siamo? Purtroppo dei grandi passi avanti non ne sono stati fatti. Si parla spesso della lentezza della giustizia italiana, ma anche quella europea, non è tanto diversa. Perso il secondo giudizio di fronte ai tribunali italiani gli avvocati del Getty Museum hanno proseguito la loro lunghissima querelle giudiziaria presentando ricorso davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, mentre in via parallela è stata attivata una rogatoria internazionale a cui dovrebbe rispondere il giudice americano per la confisca della statua ordinata dal Tribunale di Pesaro con un pronunciamento confermato dalla Cassazione e quindi esecutivo.

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato D’Ascia, che segue per il Ministero il procedimento davanti alla Corte di Strasburgo, il secondo avanzato dopo la sentenza definitiva della Cassazione, il dibattimento dovrebbe aver termine il prossimo autunno, mentre il pronunciamento della Corte avverrà probabilmente non prima di un anno. «Comunque prima poi anche questa lunga vicenda giudiziaria – ha dichiarato – finirà, e noi siamo ottimisti sulla sua conclusione».

Lo stato della rogatoria internazionale
Con l’avvocato D’Ascia ha espresso l’intenzione di confrontarsi anche il sostituto procuratore della Repubblica Silvia Cecchi, protagonista anch’ella della vicenda. Per quanto riguarda la rogatoria «essa potrebbe procedere autonomamente - ha detto D'Ascia -, ma di fatto il dipartimento di giustizia americano preferisce attendere l’esito del pronunciamento della Corte Europea, anche se per l’America questo non è considerato pregiudiziale. Da una parte c’è l’interesse americano a non forzare i tempi, ma dall’altra c’è anche un interesse nostro per acquisire ancora più argomentazioni nel richiedere la restituzione della statua». Il tempo dirà chi ha ragione.

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