Giravolta di regole a scuola. Il presidente Giombi: «Così è difficile l'attività didattica»

Domenica 5 Dicembre 2021 di Massimo Foghetti
Il preside del liceo Nolfi Samuele Giombi

FANO - Non è facile né per gli studenti, né per i docenti svolgere una normale attività didattica con disposizioni che contraddicendosi l’una con l’altra si succedono a ritmo serrato. «E’ una situazione difficile per tutti – ha dichiarato il preside del liceo classico Nolfi di Fano, Samuele Giombi – non avevamo fatto in tempo ad adeguarci al provvedimento che faceva scattare la quarantena per l’intera classe se all’interno di essa apparivano 3 alunni positivi che le disposizioni sono cambiate di nuovo ponendo limiti più stringenti che riducono a 1 lo studente positivo per fare scattare la didattica a distanza. Non solo, ma la quarantena si applica per 7 giorni agli studenti vaccinati, mentre è prolungata a 10 per coloro che non sono vaccinati».

 

 

Un va e vieni
Al liceo proprio in questi giorni, i ragazzi di due classi poste in quarantena stanno per rientrare in classe: i vaccinati lo hanno già fatto, i non vaccinati rientreranno martedì prossimo. Da notare, come rileva il preside Giombi, che la scuola non è tenuta a sapere chi sono i vaccinati e chi sono i non vaccinati; è l’Asur che comunica il provvedimento.

«Noi veniamo a conoscenza della situazione – ha aggiunto il dirigente scolastico – quando vediamo tornare gli alunni in classe. Non nascondo che quanto sta accadendo crea un certo disorientamento in tutte le componenti scolastiche: nel giro di pochi giorni abbiamo visto, infatti, cambiare le disposizioni per ben tre volte. Organizzare in questi termini l’azione didattica non è facile e non è affatto facile per gli studenti seguire un normale iter di studi. Adesso basta un unico studente positivo che tutti i suoi compagni di classe, vaccinati o no, sono costretti a rimanere a casa. A noi la comunicazione ci arriva direttamente dall’Asur se non è la famiglia stessa ad annunciare il problema sanitario, il cui avviso basta per mettere tutti in dad. Dopo di che l’iniziativa passa all’Asur che segue l’evolversi della situazione per ogni studente in quarantena il cui nominativo viene fornito dalla scuola».

Le difficoltà
Le difficoltà descritte dal preside Samuele Giombi sono state negli ultimi giorni più volte rimarcate dal dirigente scolastico del liceo Marconi di Pesaro, Riccardo Rossini che è anche rappresentante a livello marchigiano dell’Associazione dei presidi.

 «L’Asur – ha sottolineato - non riesce a processare tamponi e fare il tracciamento. La procedura del testing non è rapida, quindi viene chiesta più cautela e i dirigenti scolastici, anche con un solo caso, sospendono la classe e si avvia la dad». Succede a Pesaro come in altre zone della regione, così come stabilito dall’ultima circolare del provveditorato regionale.

Proprio per queste difficoltà al momento, diversamente da quanto preannunciato, la Regione non ha attivato nessun percorso specifico per i tamponi scolastici. Anche in questo caso l’impasse è stata rimarcata con disappunto dal consigliere regionale del Pd Andrea Biancani quando, a un sopralluogo al riaperto centro tamponi di Pesaro, si è accorto che non si era potuto predisporre nessun percorso per i tamponi riservati agli studenti.

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