Al porto di Pesaro 11,5 milioni di euro, Baldelli: «Recuperati anni di ritardi, risolto il problema dragaggio». Ma Biancani critica

Il porto di Pesaro
Il porto di Pesaro
di Lorenzo Furlani
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Mercoledì 8 Giugno 2022, 08:23 - Ultimo aggiornamento: 08:24

PESARO - La forzatura compiuta dalla Regione Marche, per iniziativa dell’assessorato alle infrastrutture, sugli investimenti inizialmente previsti dal Pnrr per i porti dell’Adriatico centrale (che ha moltiplicato il programma di 8 volte, da 20 a 156,2 milioni di euro di cui 92 per gli scali marittimi marchigiani, nell’interazione con il Ministero delle infrastrutture e la conferenza delle Regioni nel novembre scorso) ha consentito di recuperare risorse per la migliore funzionalità del porto pesarese, con la realizzazione di una vasca di colmata, dove depositare i fanghi inquinati del dragaggio delle darsene, e l’elettrificazione delle banchine.

«Recuperati anni di ritardi»
È questa la tesi dell’assessore regionale alle infrastrutture, che ieri ha comunicato la notizia dell’investimento rispondendo in aula a due interrogazioni del Pd. «Dopo anni di parole al vento trovati i fondi per complessivi 11,5 milioni di euro – ha affermato Francesco Baldelli -. Abbiamo recuperato risorse e anni di ritardi per l’avvio di opere che produrranno benefici enormi per le attività turistiche e commerciali di Pesaro e dell’intera regione».

La vasca di colmata è una struttura fondamentale e preliminare - precisa l’assessorato regionale - alle operazioni di dragaggio, che porteranno la profondità del porto a 5 metri. Lì verrà depositata, in maniera veloce ed economica, la sabbia inquinata rimossa dal dragaggio eliminando gli attuali problemi per la sua collocazione (la vasca dovrebbe essere a uso anche del porto di Fano).

Le sabbie cosiddette di classe A, quelle non inquinate dalle attività portuali, saranno riutilizzate, come prevede la normativa, per il ripascimento delle spiagge. Le sabbie di classe B potranno essere scaricate in mare; a questo proposito la Regione e l’Ispra (organo tecnico del Ministero dell’ambiente) hanno individuato le possibili macro aree a 3 miglia nautiche tra Fano e Senigallia dalla profondità tra 15 e 18 metri: ora le analisi chimica e fisica dei fondali dovranno verificarne l’idoneità ad accogliere questo il materiale. Le sabbie compromesse di classe C finiranno nella cassa di colmata. 

Manutenzione regolare dei fondali
Baldelli ha evidenziato che in questo modo potrà essere programmata una regolare manutenzione dei fondali. L’Autorità portuale del mare Adriatico centrale (l’assessore ha ringraziato il presidente Garofalo) ha predisposto il progetto preliminare di una vasca da 350mila metri cubi e 40mila metri quadrati di superficie, che sarà sistemata tra il molo di sotto flutto e la foce del fiume Foglia. «Completato lo studio meteomarino e del trasporto solido - ha precisato Francesco Baldelli-, avendo già la dichiarazione di non contrasto con gli strumenti urbanistici del Comune di Pesaro, si procederà con l’avvio dell’iter approvativo al Consiglio superiore dei lavori pubblici. Attualmente è in corso l’affidamento della progettazione degli interventi programmati». All’elettrificazione delle banchine del porto (cold ironing) destinati 500mila euro.

Biancani: «Non si haanno tempi certi»
Non è tutto oro quello che riluce secondo il consigliere regionale del Pd Andrea Biancani, che ieri ha svolto le funzioni di vicepresidente anche in occasione della discussione su questo tema sollevato da due interrogazioni di cui è il primo firmatario.

«Da Autorità portuale e Regione non è arrivata nessuna data certa su dragaggio, cassa di colmata e area per i sedimenti a mare - sottolinea Biancani -. I tempi saranno lunghi e si rischia di danneggiare l’attività del porto. Il dragaggio sarà fatto solo dopo la realizzazione della cassa di colmata mentre sarebbe necessario farlo prima. La Regione annuncia di volere avviare le procedure per l’area a mare per i porti del Nord, ma i tempi non sono certi».

«In risposta alla mia interrogazione la Regione non è stata in grado di fornire alcuna tempistica certa sul dragaggio - puntualizza Biancani -. Il porto di Pesaro necessita di alcuni interventi urgenti per renderlo più accessibile, fruibile e attrattivo per gli operatori economici, gli investitori e gli appassionati ma senza tempi certi c’è il rischio di danneggiare le attività».

Secondo Biancani i fondi per Pesaro non rientrano nel maggior stanziamento ottenuto dalla Regione nel novembre scorso. «Questi interventi sono previsti da anni - afferma - : la cassa di colmata, più volte annunciata, è stata finanziata dallo Stato con un contributo di 11 milioni di euro già da agosto 2021 e l’area a mare per il Nord delle Marche (i porti di Vallugola, Pesaro, Fano e Senigallia) era prevista in un accordo di programma del 2016 ma non è stata inserita nell’ultimo accordo di settembre 2021 tra Regione e Autorità portuale. La Regione ha dato una data certa solo per l’installazione delle colonnine elettriche sulle banchine: essendo realizzate con fondi del Pnrr devono essere pronte entro il 2026».

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