Pestato a sangue, reticenza della stessa vittima: la denuncia l'hanno presentata i genitori

Il Tribunale di Pesaro
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di Luigi Benelli
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Martedì 23 Novembre 2021, 09:38

MONTECALVO IN FOGLIA - Una matassa tutta da districare quella del pestaggio a Borgo Massano. Emergono nuovi particolari per quanto successo sabato notte davanti a un bar della frazione di Montecalvo in Foglia. Il primo dato è che su questa storia c’è un generale silenzio. Tanto che la stessa vittima delle botte, sarebbe tornata a casa con due denti rotti e fratture come se nulla fosse.

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Solo dopo che i genitori l’hanno visto in quelle condizioni il ragazzo è andato al pronto soccorso. E non è stato lui a denunciare gli aggressori.

Passo indietro
Facciamo un passo indietro. Due amici, entrambi ventenni erano arrivati al bar con una Fiat Punto. Hanno tentato di parcheggiare, ma un giovane marocchino è uscito dal bar ed è saltato sopra il cofano con l’intento di danneggiare il mezzo. Il proprietario della Punto gli ha urlato di scendere e l’amico ha cercato di mandarlo via. Peccato che in un attimo sono usciti una decina di ragazzi di nazionalità marocchina e albanese di seconda generazione, che si sono avventati contro i due amici prendendoli a pugni e spintoni. L’amico del conducente, un giovane di Auditore-Sassocorvaro ha reagito con forza grazie alla stazza e ha evitato le botte. Se l’è cavata con un labbro spaccato o poco più. Ma il suo amico, il 20enne studente di Tavoleto, le ha prese di santa ragione. Il branco lo ha colpito quando era a terra senza pietà. Denti rotti, costole fratturate, naso rotto e fratture al volto. È stato giudicato guaribile in 40 giorni. 

L’allerta
Qualcuno fa sapere che sono stati chiamati i carabinieri, così i giovani si sono dati alla fuga. Le due vittime sulle prime hanno tentato di raggiungere i loro aggressori, senza riuscirvi. I carabinieri stanno continuando le indagini. I primi ad essere sentiti sono stati ovviamente le vittime. Ma è emerso che il 20enne di Tavoleto, anziché andare al pronto soccorso, è tornato a casa. Qui i genitori l’hanno visto e portato in ospedale. Sono stati loro a sporgere denuncia, non lui. Fino a ieri non lo aveva fatto. I carabinieri stanno cercando di abbattere quel muro di reticenza che c’è dietro questa storia. Lui avrebbe detto di non ricordare chi fosse il ragazzo che era salito sul cofano e di avere il vuoto dopo il primo cazzotto che lo ha steso. Stesso copione anche per l’amico, di cui i militari hanno appreso in un secondo momento della presenza. Non sa descrivere gli aggressori.

Niente telecamere
Un contesto non facile da penetrare. Le telecamere di videosorveglianza non ci sono, dunque si andrà avanti con le testimonianze per identificare gli aggressori e capire cosa c’è realmente dietro questa storia. 

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