Si completa la clinica convenzionata con chirurgia e lungogedenza. Il sindaco Grossi: tornerà la sanità pubblica

Il presidente della Regione Acquaroli con i sindaci del territorio
Il presidente della Regione Acquaroli con i sindaci del territorio
di Véronique Angeletti
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Giovedì 16 Giugno 2022, 08:27

SASSOCORVARO - Il Lanciarini ritorna ad essere di nuovo un vero ospedale. Ieri, alla presenza del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e dell’assessore alle aree interne e alle infrastrutture Francesco Baldelli, il taglio del nastro che simbolicamente rende operativi ben 64 posti letto già attivati il 6 giugno scorso. 

Il ritorno al futuro
Un ritorno al futuro sotto la gestione del privato convenzionato Villa Montefeltro che fa del nosocomio di nuovo un punto di riferimento per prestazioni fondamentali sanitari a servizio di un comprensorio che abbraccia le valli del Conca, del Foglia e anche dell’alto Metauro. Il Lanciarini ospita un reparto di cure intermedie (12 posti letto), uno di lungodegenza (20 posti letto), un blocco operatorio, un reparto di chirurgia ed un poliambulatorio con le specialità di cardiologia, neurologia ed elettromiografia, nutrizione, ginecologia, pediatria, massofisioterapia, flebologia che si sommano alle prestazioni già autorizzate nel 2017 di day surgery, otorinolaringoiatria, dermatologia e analgesia, oculistica, radiologia che comprende otorinolaringoiatria, servizio di densitometria ossea (Moc) e di mammografia digitale.

Un insieme di servizi sanitari che incoronano il grande lavoro a difesa del Lanciarini del sindaco Grossi che, ieri, per l’inaugurazione ha avuto il supporto di numerosi sindaci. Presente i sindaci di Urbino, Tavoleto, Carpegna, Macerata Feltria, Mercatello sul Metauro, Monte Cerignone, Monte Grimano Terme, Piandimeleto, Pietrarubbia, Borgo Pace, Lunano.

Presenti anche i consiglieri regionali Giacomo Rossi, Nicola Baiocchi e Luca Serfilippi. «Questa inaugurazione – ha sottolineato il presidente Francesco Acquaroli – non è un punto di arrivo ma un punto di ripartenza per Sassocorvaro e per il territorio, perché torneremo presto, entro l’estate, per aggiornare la comunità rispetto all’obiettivo dell’emergenza urgenza». 

L'operatività di Villa Montefeltro
Un’inaugurazione che ha dato anche l’opportunità di misurare l’operatività del privato convenzionato “Villa Montefeltro” che, forte di 31 dipendenti diretti, 5 collaboratori esterni, ed una équipe di 40 dottori in libera professione, dal 2017 fino al 31 maggio scorso, ha erogato 135.307 prestazioni in cui quelle ambulatoriali fanno la parte del leone (124.754) ma è in crescita il day surgery. Se nel 2019, erano stati eseguiti 553 interventi, l’anno scorso, sono state 1049. Numeri che danno sostanza alle richieste di servizi sanitari del comprensorio. Inoltre, è previsto entro il 2022, l’apertura di un laboratorio analisi interno per la clinica e l’apertura del punto prelievi al pubblico e l’installazione di Tac e risonanza magnetica. 

A breve il punto di primo intervento
Dietro al “nuovo” Lanciarini, ci sono otto anni d’instancabile lavoro del sindaco Daniele Grossi che già svela altre importanti novità. L’apertura a breve del Ppi, il Punto di pronto intervento, e l’inserimento a ottobre nel piano sociosanitario regionale del nosocomio di Sassocorvaro come struttura pubblica alla pari degli ospedali di Urbino e di Pergola. «In realtà, il ritorno del Lanciarini a essere un “vero” ospedale - spiega - è solo merito del cambio ai vertici regionali e del presidente Acquaroli che, con l’assessore Saltamartini, ha ascoltato il territorio». Non nega che lo stretto rapporto stabilito con Acquaroli abbia dato la spinta giusta ma ricorda «che solo il presidente della giunta poteva tradurre le richieste in priorità». Si sofferma sugli ultimi otto anni. «Non farlo sarebbe non fare tesoro degli errori fatti. Perché sono stati otto anni di disservizi, otto anni di agonia per i cittadini della vallata del Conca, del Foglia, dell’Alto Metauro che avevano il Lanciarini come punto di riferimento. L’alternativa ai reparti saturati del nosocomio di Urbino, era Pergola, un ospedale lontano 67 chilometri, distante 1 ora e 20 a tratta».

Le cure fuori regione
Per provarlo ostenta il saldo negativo delle cure fuori regione. «Il regno della confusione che la pandemia ha pure acutizzata». All’argomento che 64 posti letti erano stati già previsti dalla precedente giunta sferra l’affondo ricordando che «Ceriscioli, senza interrogarsi sulle conseguenze, ha chiuso nel 2014 l’esperimento Montefeltro Salute, poi, promesso a febbraio 2015 dei posti letto e finito il suo mandato senza dare un minimo di servizi che abbiamo ottenuto adesso a giugno 2022». E’ convinto che con la cancellazione del concetto di un “ospedale unico”, rinasce la sanità territoriale. «Il prossimo martire – sottolinea - sarebbe stato Urbino mentre adesso farà sistema con Sassocorvaro struttura pubblica e Pergola». Quanto alle risorse: «sperimentazioni, collaborazioni, l’importante è essere sul nuovo piano 

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