Appalti Erap: vantaggi alle imprese in cambio di lavori nelle case dei funzionari. Ecco gli imputati e le accuse

Appalti Erap: vantaggi alle imprese in cambio di lavori nelle case dei funzionari. Ecco gli imputati e le accuse
Appalti Erap: vantaggi alle imprese in cambio di lavori nelle case dei funzionari. Ecco gli imputati e le accuse
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Martedì 13 Settembre 2022, 08:09

PESARO - Lavori gratuiti nelle abitazioni private dei funzionari pubblici in cambio di vantaggi concessi alle imprese aggiudicatarie degli appalti e diffuse irregolarità nelle attività di controllo e certificazione delle opere svolte per l’Erap, l’ente regionale per l’abitazione pubblica.


È un’inchiesta esemplare quella che arriva oggi all’attenzione del giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Pesaro: l’indagine più importante degli ultimi anni per reati contro la pubblica amministrazione, coordinata dalla procura della Repubblica e condotta dalla Guardia di finanza, che investe gli appalti della sede pesarese dell’Erap.

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Sono coinvolti 1 dirigente e 2 tecnici dell’ente pubblico regionale, 4 imprenditori e 5 imprese che hanno gestito lavori appaltati dall’Erap per un valore complessivo di quasi 4,5 milioni di euro.

I reati ipotizzati

Le ipotesi di reato abbracciano un ampio spettro di comportamenti illeciti che, in maniera sensibile anche nell’immaginario collettivo, sono associati alla mala gestione della cosa pubblica: corruzione, induzione indebita a dare utilità, frode in pubbliche forniture, tentata truffa, oltre a un caso di subappalto non autorizzato. Per queste imputazioni la Finanza ha segnalato alla procura regionale della Corte dei Conti, affinché promuova un’autonoma istruttoria, un danno erariale superiore a mezzo milione di euro.

Ma l’inchiesta, che due anni e mezzo fa portò a una raffica di perquisizioni e sequestri, strada facendo si è un po’ sgonfiata: degli originari 19 capi di imputazione nel fascicolo per la richiesta di rinvio a giudizio ne sono rimasti 11; tutte le ipotesi di abuso d’ufficio sono state archiviate, alcune anche dopo l’avviso di chiusura delle indagini sulla base degli spunti degli indagati o delle indagini difensive, seppure sulla base di una formulazione del reato riformata in senso più garantista; stralciate anche le posizioni per due casi ipotizzati di turbativa d’asta. In particolare, le accuse più gravi, relative alle ipotesi corruttiva e di indebita dazione di utilità, hanno un controvalore economico non superiore a 30mila euro.

Sulla base degli elementi noti del procedimento, è prevedibile che davanti al giudice per l’udienza preliminare l’ampio collegio difensivo muova contestazioni formali e sostanziali sui capi di imputazione.

I soggetti coinvolti

Per quanto riguarda l’Erap, sono imputati l’ingegnere Ettore Pandolfi di Fano (nel frattempo passato a dirigere la sede provinciale di Ascoli Piceno dell’ente regionale) nel ruolo di responsabile unico dei procedimenti sotto indagine; il geometra Paolo Bertozzi di Pesaro (nel frattempo andato in pensione) come direttore dei lavori di cantiere; il geometra Gianluca Ruscitti di Fano (nel frattempo trasferitosi alle dipendenze del Comune di Fano) in qualità di direttore dei lavori di cantiere e responsabile o coordinatore della sicurezza.

Gli imprenditori imputati sono Francesco Menale di Colli al Metauro, titolare dell’azienda Costruzioni e restauri Menale Antimo srl e procuratore della ditta Costruzioni generali Nicchio srl; Giuseppe Colella di Serra Sant’Abbondio, amministratore della cooperativa Astra a rl; Nicola Talletti di Casoria, titolare dell’impresa Talletti Costruzioni srl; Domenico Riccardo di Pesaro, amministrazione dell’azienda New Edil Salvo srl. I cantieri Erap coinvolti sono quelli di San Lorenzo in Campo a San Vito sul Cesano e in via Manzoni, di Cartoceto in via Flaminia e di Pesaro a Vismara e in via Mazza.

Il geometra Bertozzi è imputato solamente per le ipotesi di falsità ideologica del pubblico ufficiale in relazione alle certificazioni sull’esecuzione dei lavori nei cantieri contestate dagli inquirenti come non veritiere a vantaggio delle imprese.

I contraccambi contestati

Invece, l’ingegnere Pandolfi deve rispondere anche di induzione indebita a dare utilità nei confronti di Menale, che secondo l’accusa avrebbe pagato 3 fatture per complessivi 24mila euro per l’acquisto del materiale necessario alla ristrutturazione di un bagno nell’abitazione del dirigente Erap. Stessa accusa viene mossa a Pandolfi per aver indotto Riccardo a conferire un incarico da 1.040 euro a una professionista per un rilievo architettonico di palazzo Boccacci di Fano.

Oltre alle ipotesi di falsità ideologica, il geometra Ruscitti deve rispondere a sua volta di induzione indebita a dare utilità nei confronti di Menale per alcuni lavori del valore di 2.000 euro svolti dall’impresa nell’abitazione della moglie del tecnico Erap e pure di corruzione in concorso con Talletti per i lavori di ristrutturazione eseguiti da un paio di operai dell’imprenditore in due bagni nella stessa abitazione.

L’Erap, che nei confronti dei dipendenti ha avviato procedimenti disciplinari ora sospesi in attesa dell’esito del processo penale, si costituirà parte civile per i danni che avrebbe subito.

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