Il paradosso della guardia medica: il servizio c'è ma solo per i turisti

Il paradosso della guardia medica: il servizio c'è ma solo per i turisti
Il paradosso della guardia medica: il servizio c'è ma solo per i turisti
di Thomas Delbianco
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Sabato 23 Luglio 2022, 01:05

GABICCE - Gabicce trova in extremis un neolaureato per la guardia medica dedicata ai turisti, ma i residenti restano a secco per tutta l’estate. Una decina di mamme, alcune con i bambini, ieri mattina si sono presentate davanti alla sede della continuità assistenziale di Gabicce per firmare la petizione di protesta, avviata dal Pd, contro la chiusura della guardia medica.

«Fuori dall’orario dei medici di base, la guardia medica copre anche il servizio pediatrico», motiva così il segretario Pd Gabicce Carmelo Caico la presenza delle mamme. All’esterno ci sono un gruppo di persone, raggiunte poco dopo anche dai consiglieri regionali Pd Andrea Biancani e Micaela Vitri, insieme alla segretaria provinciale dem Rosetta Fulvi, provenienti da Vallefoglia, dove era iniziata la mobilitazione, prima di spostarsi a Gabicce. Presenti anche la segretaria Pd di Gradara Mariangela Albertini e il sindaco Domenico Pascuzzi. Quest’ultimo, aggiorna sulle ultime novità.

Guardia medica chiusa

«La guardia medica per i residenti è chiusa da diversi mesi, abbiamo solo una copertura da Pesaro nei weekend e solo per le urgenze - spiega il primo cittadino gabiccese - dal lunedì al giovedì, invece, con il servizio di assistenza telefonica di guardia, medica, nelle fasce orarie non coperte dai medici di famiglia. Ci siamo dati da fare, anche se non è competenza del sindaco la materia sanitaria, per avere la guardia medica turistica. E posso comunicare che abbiamo trovato il medico che è stato attivato pochissimi giorni fa (giovedì, ndr). Si tratta di un neo laureato che si è reso disponibile, l’Asur ci ha supportato nella formalizzazione dell’accordo. Stiamo lavorando per una soluzione anche per i residenti, dal primo settembre al 31 dicembre, con due medici, neolaureati. Ma la situazione generale è di estrema precarietà. C’è la necessità di 28 medici su tutto il distretto sanitario, oggi ce ne sono soltanto 8 per 140 mila abitanti. Sollecitiamo una migliore programmazione delle risorse».

Le critiche

Per Biancani «i servizi di base sono dovuti. Il personale medico non dà la propria disponibilità, non condivide le tariffe previste, ritengono che siano insufficienti. Basta di dare la colpa a chi c’era prima, quando c’eravamo noi i servizi di guardia medica c’erano, pronto soccorso, servizi domiciliari. Non sono state ripristinate le Usca a livello regionale. I cittadini non trovano questo servizio a domicilio, si rivolgono al pronto soccorso intasandolo ulteriormente e con il rischio di portare il Covid all’interno degli ospedali». Micaela Vitri utilizza tutte le dita delle mani per indicare le località nelle quali ci sono problemi: sono dieci le postazioni di guardia medica chiuse totalmente o in maniera parziale nella provincia. Inoltre, continuano a mancare i servizi base della medicina territoriale, Usca, medici nelle ambulanze. Tra le proposte che abbiamo avanzato, quella di chiedere, in questa fase di transizione, ai medici in pensione di restare per ancora un po’ di tempo, trattenerli con compensi adeguati». La mobilitazione andrà avanti: «Dopo queste due prime iniziative, ce ne saranno altre otto - anticipa Rosetta Fulvi - lo smantellamento della guardia medica riguarda costa ed entroterra. E i cittadini si sentono soli e abbandonati».

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