Il delitto di Natale, la procura: «Processate i tre killer»

Il delitto di Natale, la procura: "Processate i tre killer"
Il delitto di Natale, la procura: "Processate i tre killer"
di Federica Serfilippi
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Giovedì 15 Settembre 2022, 04:20

ANCONA -  Rischiano il processo i presunti sicari e organizzatori dell’omicidio di Marcello Bruzzese, ucciso a colpi di pistola il 25 dicembre del 2018, davanti alla sua abitazione di via Bovio. Il 51enne, stando alla ricostruzione degli inquirenti, era finito al centro di una vendetta perchè fratello del collaboratore di giustizia Girolamo Biagio, staccatosi dalla cosca calabrese dei Crea nel 2003. Ieri, al tribunale di Ancona - la cui procura distrettuale antimafia ha coordinato le indagini - è iniziata l’udienza preliminare per il 43enne Francesco Candiloro, il 44enne Michelangelo Tripodi e per il 55enne Rocco Versace.

Erano tutti stati arrestati dai carabinieri del Ros lo scorso ottobre. Sono ancora reclusi in carcere e hanno seguito l’udienza collegandosi all’aula da remoto. Due avrebbero già espresso l’intenzione di procedere con il rito abbreviato. Uno, invece, avrebbe optato per il dibattimento in caso di rinvio a giudizio. L’udienza entrerà nel vivo il 23 settembre. Collegato da remoto c’era anche il fratello della vittima, che vive in una località protetta. Non si è ancora costituito parte civile.


Candiloro e Tripodi sono considerati dagli investigatori gli autori materiali dell’agguato di via Bovio. Versace avrebbe aiutato i presunti killer a progettare il delitto. Si procede per concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal fatto di dall’aver agevolato un’organizzazione di stampo mafioso. Nel caso specifico, si tratta della cosca dei Crea di Rizziconi, paese a poca distanza da Gioia Tauro. Stando agli inquirenti, l’omicidio Bruzzese sarebbe stato pianificato fin dal 2017 con l’obiettivo di attuare una vendetta trasversale nei confronti di Girolamo Biagio, collaboratore di giustizia dal 2003 e testimone chiave in alcuni processi contro il clan. A partire da novembre 2018 sarebbero partiti i sopralluoghi nel territorio di Pesaro. Marcello era stato freddato da più di venti proiettili calibro 9, sparati da due diverse pistole. 

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