«Aset e Marche Multiservizi? Nelle gare no a partner diversi»: Il sindaco sconfessa l'assessore

Il sindaco di Fano Massimo Seri
Il sindaco di Fano Massimo Seri
di Lorenzo Furlani
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Venerdì 21 Gennaio 2022, 08:52

FANO - Non solo la conferma di sensibilità diverse pur sulla base della stessa analisi, soprattutto l’evidenza di un indirizzo strategico radicalmente divergente, che corrisponde a una spaccatura netta nella maggioranza di centrosinistra sulle scelte da assumere. Il sindaco Massimo Seri ha diffuso un’articolata riflessione sul futuro di Aset, nella prospettiva delle prossime gare provinciali per i servizi pubblici locali, a partire da quella per il gas di fine 2023, che contrasta profondamente con la tesi del suo assessore alle società partecipate, Samuele Mascarin, contenuta nella risposta all’interrogazione consiliare di Azione Più Europa. Pur condividendo la consapevolezza che da questo tema dipende l’autonomia finanziaria del Comune, Seri sconfessa a parole la strategia operativa dell’assessore.

L’invito a relazionarsi con Mms
«In questa prospettiva, di medio lungo termine, concentrare l’attenzione esclusivamente sulla questione del biodigestore è fuorviante - sottolinea il sindaco a proposito della decisione da prendere sulle 4 joint venture pervenute al Comune per il bando pubblicato -. Così facendo rischiamo di rimanere a fissare il dito e non vedere la luna».

Il seguente è il passaggio chiave: «Se questa provincia non sarà in grado di convergere su una strategia comune relativa ai servizi pubblici locali e affronterà le gare in maniera frammentaria con partner industriali diversi, si comprometterebbe la costruzione di un intero sistema territoriale. La politica di questo territorio si vuole veramente assumere un rischio simile? Dopo anni passati a spiegare ai nostri cittadini l’importanza di fare sistema, siamo pronti a motivare le ragioni per cui ci è impossibile andare avanti insieme (sottinteso con Marche Multiservizi, ndr)? In questa vicenda sono stati commessi errori da più parti, nessuno escluso. Ognuno è interpellato! Ora tutti sono chiamati a riflettere sulle incognite di un percorso che potrebbe portare a conseguenze negative per la nostra città». 

La strategia sconfessata

È questa la replica di Seri al pensiero di Mascarin, che rispondendo all’istanza dei consiglieri comunali Marchegiani e Fattori, con l’aggiunta di Pedini di Noi Città, aveva dichiarato appena ieri che «l’opzione più realistica per garantire lo sviluppo dell’azienda e il contributo che la stessa può garantire al Comune di Fano è quello di cercare il partner migliore e strategicamente più solido per la realizzazione del digestore». Precisando che «le risultanze dell’avviso pubblico rappresentano un passaggio fondamentale al fine di affrontare la competizione del mercato, che pare un orizzonte ineludibile nell’ambito del nostro territorio provinciale». Ossia alle gare si va per vincerle con il più forte dei quattro soggetti industriali (alcuni di caratura nazionale e internazionale) con cui si deciderà di costruire il biodigestore.

La scelta del partner
Massimo Seri ha inviato la sua nota ieri pomeriggio esclusivamente ai media cartacei prima del vertice di maggioranza (programmato a La Grotta dalle 18) affinché fosse pubblicata dopo la conclusione dell’incontro, ovvero stamattina. Tra vari argomenti da discutere: sanità, variante di Gimarra, cantiere Wider al porto, waterfront, Prg, quello dei servizi pubblici locali era certamente il tema decisivo e dirimente.


«Il problema non è solo la realizzazione del biodigestore - avverte Seri -, ma la scelta di un partner strategico per il futuro. Questo mandato consiliare ha il dovere di non produrre lasciti ingovernabili a chi arriverà dopo di noi. Come sindaco, per il ruolo che ricopro e nel pieno rispetto dell’autonomia del consiglio comunale, non posso esimermi dal condividere con la comunità, da cui ho ricevuto il mandato, e le proprie rappresentanze, tutte le mie preoccupazioni sulla prospettiva orientata dal dibattito sin qui condotto».

Sì di Seri alla consulenza
Il sindaco conclude la riflessione così: «Affinché si prenda la scelta più lungimirante, ritengo giusto acquisire tutti gli elementi necessari da mettere a disposizione, poiché solo ciò che è misurabile può essere migliorabile».

È l’implicito avallo della richiesta di Cora Fattori, espressa attraverso il Corriere Adriatico, di una consulenza affidata a esperti indipendenti per la valutazione degli scenari possibili sulla base della quale decidere, che tante critiche ha suscitato contro il pensiero debole della politica fuori e dentro la maggioranza. Ma il problema politico per il sindaco è che ciò che ritiene opportuno fare, insieme alle liste civiche e a una parte del Pd, potrebbe non avere la maggioranza dei voti in consiglio comunale, che è l’organo amministrativo di indirizzo competente ad assumere le decisioni su Aset.

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