Melanzane e pomodori, prezzi alle stelle. Superata la soglia del 25%, colpa anche della siccità

Melanzane e pomodori, prezzi alle stelle. Superata la soglia del 25%, colpa anche della siccità
Melanzane e pomodori, prezzi alle stelle. Superata la soglia del 25%, colpa anche della siccità
4 Minuti di Lettura
Martedì 28 Giugno 2022, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 21:01

PESARO La siccità che perdura fa salire i prezzi al dettaglio e di fornitura di ortaggi e frutta fresca di stagione. Gli agricoltori di Campagna Amica, coordinamento provinciale, stimano già un 20-25 per cento in più per i prodotti ortofrutticoli. Percentuali a rischio rialzo, se il caldo secco dovesse prolungarsi.

Dall’agricoltore del nostro hinterland fino ai mercati all’ingrosso per arrivare al consumatore finale, il conto è presto fatto: salgono i prezzi di melanzane, cetrioli e pomodori. In sofferenza anche le produzioni Dop del territorio con minori quantitativi che arrivano ai mercati rionali e prezzi su anche per la pesca di Montelabbate, già nel pieno della produzione. Su tutti pesa il rischio, in assenza anche di misure a supporto dell’agricoltura, di un calo generalizzato nella produzione di tutta la filiera corta con i prodotti che troviamo sui banchi dei mercati e sugli scaffali frigo dei supermercati. 


Il caso


Luca Quadrelli, grossista che rifornisce negozi di alimentari, ristorazione e alberghi per la zona Romagna-Marche da Riccione a Marotta, osserva già un incremento all’acquisto, almeno su alcune produzioni ortofrutticole, compreso dai 0,30 ai 0,50 centesimi al chilo. L’esempio lampante sono le melanzane, che sono passate da 1 euro a 1 euro e 50 centesimi, e tutto nel giro di pochi giorni. «Prezzi su per tutte le varietà di pomodori e insalate – riferisce il grossista – anche se in questi casi, tutto sommato siamo ancora nella media e non si supera il 20 per cento d’incremento. L’altro effetto contingente della siccità, che colpisce anche le attività economiche come la ristorazione, è legato ai quantitativi che ci vengono ordinati. Iniziano ad esserci a macchia di leopardo, difficoltà nel reperire certi ortaggi. Se anche il mese di luglio sarà così senza piogge, il rischio è vedere schizzare i prezzi dell’ortofrutta a chilometro zero o per le forniture fuori provincia anche oltre il 70 per cento». Sta calando anche l’acqua di riserva dei pozzi privati sui nostri terreni coltivati e si raschia quasi il fondo». 


Le riserve


È questo l’allarme che arriva dagli esercenti del mercato delle Erbe, all’interno del chiostro San Domenico. «In questo momento per garantire almeno frutta e ortaggi utilizziamo i pozzi cisterna». Enrico Bodini, esercente nel chiostro San Domenico, ha anche un appezzamento in strada dei Condotti a Santa Veneranda. «Il nostro pozzo, che serve ad irrigare ortaggi e frutteti, arriva ad una profondità di 15 metri. Eppure da giorni ormai lo stiamo utilizzando per prendere l’acqua solo per un’ora e mezza, dopodiché si continua il giorno successivo, proprio perché non c’è acqua a sufficienza». Siccità e costi di trasporto, rimarcano gli esercenti del mercato, sono il binomio dell’aumento dei prezzi per la spesa di frutta e verdura fresca. Questo dipende anche dalla produzione attuale, che con la siccità tende a contrarsi oltre che dalla pezzatura in sé, se poche ma più grandi e belle all’occhio, le pesche si pagano di più. Indicativamente l’aumento si aggira oltre 1 euro in più al chilo rispetto al prezzo praticato nella stagione 2021. Per quanto riguarda gli ortaggi di stagione, come i pomodori semplici, il prezzo aumenta perché la nostra produzione locale, che proviene da aziende agricole e orti, è ancora molto bassa.


La danza della pioggia


« In media i pomodori acquistati al mercato vanno da 2 a 3.90 euro mentre qualità come i “pachino” arrivano anche a 6 euro al chilo. Ecco perché si spera tutto in un graduale aumento della produzione dalle nostre campagne, che dipende soprattutto dall’arrivo della pioggia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA