Gli chiedono 750 euro per le bollette arretrate ma già pagate: ammettono l'errore ma arriva la messa in mora

Venerdì 30 Luglio 2021 di Roberto Giungi
Gli chiedono 750 euro per le bollette arretrate ma già pagate: ammettono l'errore ma arriva la messa in mora

FOSSOMBRONE - Svegliarsi e trovare nella buca delle lettere 15 fatture pari a euro 41,28 cadauna per un totale di 619,2 euro spedite da Win3 che chiede il pagamento già avvenuto in quanto domiciliato in banca. Rassicurazioni che si è tratto di un errore. Arriva la lettera dell’avvocato per la messa in mora. 

 

L’inghippo

Vittima Giulio Pierleoni, forsempronese, ottantenne, Isee di 7mila euro. Ennesima dimostrazione di quanto il singolo cittadino sia lasciato solo tra mille vicissitudini. Racconta Giulio che «da alcuni mesi si protrae una situazione molto incresciosa. Trovo nella buca delle lettere 15 fatture tutte di 41,28 euro inviatemi da Win3. Rimango allibito perché i miei pagamenti avvengono tramite domiciliazione bancaria. Chiedo estratto conto alla banca. Pagamenti effettuati regolarmente. Chiamo il servizio clienti e mi viene confermato che i pagamenti sono andati a buon fine. Mi accorgo che le fatture riguardano il numero telefonico sostituito dal gestore con quello attuale nel dicembre 2018. Richiamo il servizio clienti al 159. Mi passano un operatore al quale spiego la situazione. Effettua un breve controllo. Mi assicura che c’è stato un errore e che quelle fatture non sono da pagare. «Mi consiglia comunque di fare una raccomandata alla direzione per segnalare l’accaduto. Essendo in quarantena per Covid non posso andare alle poste. Il 6 marzo di quest’anno invio lettera con posta prioritaria segnalando il caso. Nessuna risposta. Trascorrono alcuni giorni e mi arriva nuovamente una fattura di euro 56,52. «Riguarda sempre il numero soppresso dall’operatore e sostituito con un altro. Richiamo ancora il 159. Ripeto nuovamente tutta la storia. Mi viene assicurato che quella fattura sarebbe stata l’ultima. Il 13 maggio lettera di sollecito di pagamento a cui fa seguito una telefonata non proprio ortodossa al limite del minaccioso che intima il pagamento di somme arretrate. Spiego che il numero telefonico a cui si riferiscono le fatture non esiste. Il 15 giugno lettera di uno studio legale per messa in mora: entro dieci giorni devo pagare euro 749,70. Come trattamento non c’è male per chi come il sottoscritto è cliente dal 2008.
La situazione
Ho sempre pagato anche see io e mia moglie tiriamo avanti con gli aiuti della Caritas e del Comune. Non sono in grado di pagare una cifra così elevata e nemmeno a me imputabile. Toglietemi il telefono, la adsl, lo svago del Pc e così saniamo questa faccenda che mi tiene in ansia dall’inizio dell’anno». 

 

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