Coltivava marijuana a chilometri zero vicino al lago per poi venderla: operaio nei guai

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Eugenio Gulini
Coltivava marijuana a chilometri zero vicino al lago per poi venderla: operaio nei guai

FERMIGNANO - Blitz antidroga: in manette un 24nne residente nel centro storico di Fermignano ma proveniente da un comune limitrofo dove svolge la professione di operaio in una conosciuta azienda. Convalidato l’arresto, il giovane è stato condannato a 10 mesi di reclusione, pena sospesa.

Evidentemente la sua idea di vendere cannabis a chilometro zero coltivandola nei pressi di in un laghetto sovrastante le colline della cittadina metaurense l’aveva progettata da diverso tempo. 
 
L’indagine della Polizia
Dopo i suoi sopralluoghi personali aveva trovato il sito giusto ma per essere maggiormente vicino alla sua “seconda” attività, non certamente lecita, necessitava di cambiare aria dalla sua città e prendersi un appartamento tra i vicoli del cuore pulsante di Fermignano. Non aveva fatto i conti, però, con l’efficiente e solerte personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Borgo Mercatale di Urbino coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ducale sempre reattivo nel contrastare lo spaccio di droga nel territorio, principalmente tra giovani. Dopo l’inizio di pedinamenti ed appostamenti, anche notturni, il 24enne è stato tratto in arresto, perché colto nella flagranza del delitto di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Presso l’abitazione dello stesso sono stati rinvenuti quasi 800 grammi di marijuana tutti provenienti dalla coltivazione e tutta fumabile perchè mondata dalle rispettive piante, oltre, logicamente, materiale per il confezionamento e per la produzione. L’attenzione si è incentrata non solo sul laghetto collinare ma pure sui luoghi di ritrovo serali del centro abitato di Fermignano, nei quali si assisteva a movimenti di piccoli gruppi di giovani dai predetti locali verso l’abitazione del giovane e in luoghi isolati. 

L’andirivieni sospetto
L’attività è iniziata durante l’ultimo periodo della stagione estiva nel quale si era intensificata, all’indomani dell’uscita dal lockdown, la presenza di giovani e giovanissimi nel centro storico, specialmente nelle ore notturne. Da qui il via all’attività di monitoraggio che ha successivamente fatto scaturire l’indagine del personale degli attenti agenti della Polizia di Stato. Il consumo di marijuana tra i giovani è purtroppo considerato, anche nell’entroterra urbinate, non solo come una forma di consumo di stupefacenti quasi consentita e tollerata ma se ne sottovaluta gli effetti lesivi sulla salute, specialmente se associati all’uso di alcool. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA