Notte d'inferno nel B&B, la badante accusa il compagno: «Stuprata e segregata»

Venerdì 13 Novembre 2020 di Luigi Benelli
Fano, notte d'inferno nel B&B, la badante accusa il compagno: «Stuprata e segregata»

FANO - Affittano un appartamento per trascorrere la notte insieme, ma lei lo accusa di violenza sessuale e sequestro di persona. Una denuncia che ha portato all’apertura di un’indagine con il rinvio a giudizio di romeno di 42 anni residente a Bologna. Ieri in tribunale a Pesaro, davanti al collegio, si è aperto il dibattimento con un primo colpo di scena. 

 

Una relazione di 6 anni

Secondo la ricostruzione il romeno e la donna polacca di 55 anni avrebbero avuto una relazione durata circa 6 anni. Lei lavorava come badante a Fano e lui una sera di marzo l’avrebbe raggiunta perché lei aveva la serata libera. Motivo per cui avrebbero potuto passare del tempo insieme. Hanno quindi preso un appartamento da un affittacamere ma la serata sarebbe degenerata drammaticamente. Secondo l’accusa lui l’avrebbe rinchiusa all’interno costringendola a spogliarsi e ad avere rapporti sessuali tutt’altro che consenzienti. L’avrebbe picchiata e schiaffeggiata tanto da procurale un profondo stato di paura e ansia. Non solo, perché le avrebbe anche strappato dalle mani con forza il telefonino in modo tale che non potesse chiedere aiuto. Fino a chiuderla in camera portandosi via le chiavi dell’appartamento con la forza. La donna sarebbe stata costretta all’interno dalle 18 della sera fino alla mattina successiva. Motivi per cui il romeno è imputato con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona aggravato perché compiuto allo scopo di abusare sessualmente di lei e di picchiarla. Già, perché oltre agli schiaffi lui l’avrebbe trascinata per i capelli e colpita più volte con pugni all’addome tanto da causarle ecchimosi e una costola incrinata.

Aggressione e violenza fisica

La donna era dovuta ricorrere alle cure mediche ed era stata giudicata guaribile in venti giorni. Nel referto si parla proprio di aggressione e violenza fisica, con infrazione della costola e trauma al collo. Una volta “libera” ha denunciato tutto ai carabinieri di Fano.
Ieri l’apertura del dibattimento, ma la vittima risulta al momento irreperibile. La notifica del processo è tornata indietro, ma dovrà essere sentita come teste per poter chiarire l’intera vicenda. L’avvocatessa Paola Benfenati del foro di Bologna difende l’imputato e parla di una «situazione tutta da chiarire. Abbiamo scelto il dibattimento proprio perché nei racconti della donna ci sono delle contraddizioni. Del resto hanno avuto una storia d’amore durata sei anni e in quell’appartamento ci sono andati insieme. E avrebbero alzato il gomito tanto da non essere lucidi. Anche l’affittacamere aveva sentito dei rumori ed era andato a controllare, ma i due avevano detto che era tutto nella norma e che non c’era bisogno di nulla. Vogliamo sentire la donna come teste per avere un quadro corretto di tutte le posizioni».
Niente parte civile
La 55enne non si è costituita parte civile al processo che è stato aggiornato al 18 febbraio. Un lasso di tempo ampio per ritrovare la signora e notificarle l’avviso di comparizione perché sarà subito sottoposta a esame.

 

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