Fano, si teme l'inquinamento del mare dopo la piena dell'Arzilla. Finite in mare acque nere e schiume portate dal canale

Giovedì 26 Agosto 2021 di Lorenzo Furlani
I ragazzini mentre attraversano il sottopasso ferroviario per Arzilla allagato

FANO - Con l’onda di piena del torrente Arzilla, arrivata alla foce ieri mattina dopo le abbondanti piogge della notte precedente, il rigagnolo a cui si era ridotto quest’estate il corso d’acqua, prima di giungere in mare, si è trasformato in una fiumana limacciosa, che ha invaso la golena e allagato il sottopasso ferroviario per il litorale di Arzilla, finendo con il colorare di marrone, per l’azione delle correnti, il mare Adriatico.

 

Le rassicurazioni di Aset
Nonostante questo fenomeno la vasca di prima pioggia, inaugurata a giugno per proteggere il litorale dalle acque miste delle fogne che quando si scatena un temporale finiscono nel torrente attraverso gli scolmatori, ha funzionato. Lo comunica il direttore tecnico di Aset, Marco Romei. «Non ci sono stati problemi per la vasca di accumulo - afferma l’ingegner Romei -. Le acque reflue sono state trattenute al suo interno e regolarmente convogliate al depuratore evitando che finissero nell’ambiente. La vasca, che ha una capacità di 1.600 metri cubi, non si è riempita completamente anche perché la pioggia non è stata particolarmente forte a Fano ma ha riguardato soprattutto l’entroterra». 

Ciò significa che l’inquinamento che avrebbero provocato i due scolmatori della zona, collegati appunto alla vasca di prima pioggia, è stato assorbito dal depuratore. Ma non si può dire altrettanto delle acque miste finite nel torrente a monte, con il materiale dilavato dai terreni e dalle strade.

Testimoni allarmati
Testimoni della piena hanno visto arrivare in mare, in tarda mattinata, acque nere di fogna, che poi si sono colorate di fango. Nell’immediato entroterra fanese, infatti, c’era stato un nubifragio, con 75 millimetri di pioggia caduti tra le 3,30 e le 5, 30 (osservati dalla stazione della Rete Mir 014-Arzilla), che ha causato smottamenti e allagamenti.

Un altro fenomeno rilevato con toni allarmati da diversi testimoni, con foto e video pubblicati sui social, è quello registrato lungo il canale Albani e nel porto canale per le abbondanti schiume provocate dalla riattivazione con la pioggia, dopo la siccità, delle sostanze tensioattive depositate nell’ambiente. Segnalazioni sono state fatte all’Arpam. Sul canale, che fino a pochi giorni fa era secco, hanno scaricato anche alcuni scolmatori. Ma l’ingegner Romei segnala che non sono state rilevate particolari problematiche.

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