Fano, precipitò dal tetto per 13 metri. Dopo 10 anni tecnico cita la Profilglass per il risarcimento dei danni

Domenica 19 Settembre 2021 di Lorenzo Furlani
I tetti dei capannoni industriali della Profilglass a Bellocchi

FANO - Dopo la condanna di Giancarlo Paci e della Profilglass per i due infortuni mortali accaduti nel 2017 nello stabilimento di Bellocchi, un altro lavoratore cita in giudizio l’azienda, leader mondiale nella lavorazione dell’alluminio, e il suo titolare per un infortunio di cui rimase vittima nel 2011. Si tratta di Marzio Romano, dipendente dell’impresa incaricata allora di predisporre le linee elettriche per collegare il grande impianto fotovoltaico installato una decina di anni fa sulle coperture dell’industria ampie 200mila metri quadrati.

 

L’impianto fotovoltaico
Il tecnico salì sul tetto dello stabilimento con un carrello elevatore e dopo pochi passi precipitò per 13 metri a causa del cedimento sotto il suo peso della copertura. La medesima dinamica sei anni dopo (il 9 marzo 2017) sarebbe costata la vita a Morris Furlani, operaio della Profilglass sprofondato in un capannone mentre camminava sulla sua copertura di fibrocemento. E per questa tragedia del lavoro Paci è stato condannato 10 giorni fa, oltre che per omicidio colposo, anche per il reato di omissione dolosa di cautele antinfortunistiche.

Attraverso gli avvocati Giulio Maione, Antonello De Oto, Wakim Khuri, Elisa Li Causi e Mathis Macieri, il lavoratore infortunato ha presentato un ricorso al Tribunale di Pesaro rivendicando dall’imprenditore e dalla società il risarcimento dei danni subiti, sostenendo che sul tetto non c’erano idonei dispositivi di protezione per scongiurare il rischio di una caduta dall’alto degli operatori e per garantire la sicurezza degli addetti all’interno dei capannoni.

Rivendicati 600mila euro
Nella caduta, Marzio Romano subì gravi lesioni per le quali fu ricoverato all’ospedale regionale di Torrette di Ancona per 16 giorni e lo stato di malattia, con inabilità assoluta al lavoro, fu certificato per oltre 8 mesi, fino al 19 marzo 2012. Gli è stato riconosciuto un danno biologico permanente del 42%. La richiesta risarcitoria ora ammonta a 633mila euro. A suo tempo, per questo infortunio furono indagati per lesioni colpose il datore di lavoro del tecnico e l’amministratore della società titolare dell’impianto fotovoltaico e venne condannato solamente il primo.

Le testimonianze
Il lavoratore si era costituito come parte civile nel processo contro Profilglass per i due infortuni mortali del 2017. La pm aveva ritenuto legittima e ammissibile la sua costituzione ma il giudice non l’ha accolta per un difetto dell’imputazione invitando il lavoratore a riproporla in sede civile.

La tesi dei suoi legali è che l’imprenditore, oltre che proprietario (tramite le società del gruppo) e conduttore dello stabilimento di Bellocchi, fosse di fatto il committente dell’impianto fotovoltaico. Dagli stralci del fascicolo penale allegati al ricorso (le testimonianze del responsabile della sicurezza di Profilglass, del coordinatore del cantiere fotovoltaico e del subappaltatore dell’opera) emerge che si sapeva come i tetti non fossero calpestabili, che erano stati predisposti dei camminamenti collettivi con i parapetti e con poche linee vita in cui i lavoratori dovevano essere imbracati e ancorati e che erano state rivolte raccomandazioni a tutti gli operai perché non camminassero sulle coppelle di fibrocemento bensì sulle passerelle posizionate sulle travi di cemento armato delle coperture.

La tesi giuridica
Tuttavia, gli avvocati contestano a Giancarlo Paci la responsabilità extracontrattuale in base alla giurisprudenza che non assegna un rilievo giuridico ai comportamenti non accorti del lavoratore infortunato in assenza di quelle cautele che se adottate avrebbero neutralizzato tali comportamenti.

Nel recente processo per le due tragedie sul lavoro la procura ha riconosciuto che attualmente alla Profilglass sono state risolte tutte le carenze relative alla sicurezza ma i legali di Romano chiedono al giudice del lavoro anche di verificare se le coperture dei capannoni della Profilglass ora siano dotate o meno di sistemi di protezione atti a prevenire, per i lavoratori, il rischio di caduta dall’alto, come per esempio le linee vita o le reti di sicurezza.

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