Terme a Carignano ancora in stallo: «Proprietà uscita dai radar». E fioccano le polemiche

Venerdì 18 Marzo 2022 di Osvaldo Scatassi
Terme a Carignano ancora in stallo: «Proprietà uscita dai radar». E fioccano le polemiche

FANO -  Chiarezza sull’area termale a Carignano. La richiesta è contenuta in un intervento del vicesindaco Cristian Fanesi, che evidenzia una fase di sostanziale stallo riguardo al proposito di riaprire lo stabilimento e di rilanciare l’attività alberghiera nella frazione collinare. Le parole di Fanesi fanno seguito alle perplessità appena espresse dal comitato Riapriteci le Terme. 

 

 
Ora il vice sindaco specifica che, «al di là dei primi contatti» avuti con la proprietà dell’area, finora l’amministrazione fanese non ha «ricevuto una progettualità articolata che definisca la strategia di valorizzazione». «Ci auguriamo – aggiunge Fanesi – di poter ragionare su un piano di azioni che siano all’altezza delle aspettative nutrite dalla nostra comunità». Argomenta il vicesindaco nel suo intervento: «Sono notevoli le ambizioni che la nostra città e di conseguenza l’amministrazione comunale associano alla prospettiva di rilanciare le terme a Carignano. Le nostre aspettative sono collegate alla riapertura dell’impianto termale, insieme alla riqualificazione della ricezione alberghiera. Sulla base di queste premesse abbiamo subito accolto in modo positivo le iniziali intenzioni, espresse verbalmente dalla nuova compagine proprietaria. L’amministrazione comunale ritiene che quell’area abbia ampi margini di sviluppo a vantaggio del territorio, in termini sia turistici sia economici sia occupazionali».


Sullo stesso argomento, il futuro dell’area termale a Carignano, è inoltre intervenuta una nota di Stefano Pollegioni e Davide Delvecchio, che dichiarano di condividere le preoccupazioni espresse da Beatrice Morbidoni del comitato Riapriteci le terme di Carignano. Entrambi i dirigenti di Udc Fano richiamano «l’entusiasmo» che nel 2020 accolse l’annuncio di una nuova proprietà per l’area in questione. «Ci fece davvero sperare – assicurano – che quel luogo abbandonato da anni potesse tornare a vivere. Ricordo che nonostante l’invito rivolto all’amministrazione comunale, di interloquire per agevolare il progetto, il sindaco Massimo Seri dichiarò che avrebbe fatto tutto il possibile per accorciare i tempi burocratici. Il progetto, nonostante le promesse, non è ancora stato presentato. Tutto è fermo». 


Delvecchio e Pollegioni ipotizzano che «i freni siano diversi» e di conseguenza ne chiedono ragione all’amministrazione fanese. «Non si può nascondere - specificano i due dirigenti dell’Udc – il timore che riaprire le terme non sia una cosa facile. Dov’è il sindaco Seri in tutto questo? Eppure si era dichiarato disponibile a seguire con attenzione il percorso burocratico. Non c’è dubbio che la proprietà dell’area in questione è privata e ha l’autonomia di decidere senza interferenze, ma le terme sono un bene pubblico e quindi ci sta a cuore sapere se abbiano un futuro. Ci preoccupiamo inoltre che quei luoghi non tornino di nuovo nel degrado». Nel suo recente intervento il comitato Riapriteci le Terme ha sollecitato un incontro chiarificatore, chiedono di potersi confrontare tanto con la proprietà dell’area quanto con l’amministrazione fanese e la Regione, «visto che entrambe sono interessate» alla vicenda. 

 

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