Pozzi di riserva anti siccità inquinati con la trielina, l'Aato: «Sono versamenti industriali»

Pozzi di riserva inquinati con la trielina: «Sversamenti industriali»
Pozzi di riserva inquinati con la trielina: «Sversamenti industriali»
di Letizia Francesconi
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Sabato 2 Luglio 2022, 04:20 - Ultimo aggiornamento: 3 Luglio, 17:17

FANO - L’Autorità d’ambito territoriale ottimale (Aato) ha chiamato a raccolta i sindaci del territorio e programmare un tavolo di confronto urgente con Aset, Marche Multiservizi ed Enel Energia. L’inquinamento diffuso dei pozzi di Fano, recentemente «venuto a galla», per citare le parole del direttore dell’Aato, Michele Ranocchi, rischia di rendere ancora più difficile la gestione della risorsa idrica e dell’approvvigionamento, in assenza di precipitazioni e considerando la situazione degli invasi del Metauro. 

Summit con Enel, Aset e Mms

«Stiamo affrontando e vagliando le problematiche, fra portate dei bacini e quant’altro giorno per giorno – osserva Ranocchi – provvedimenti immediati e più severi al momento non sono previsti. Dopo il tavolo in Prefettura si è deciso di spingere tutti i Comuni della provincia ad emettere le ordinanze sindacali per un limitato utilizzo dell’acqua idropotabile. Attendiamo la settimana entrante per soppesare la situazione». Resta ora da affrontare anche il caso fanese d’inquinamento. «Pronti a convocare gli Enti gestori entro la prossima settimana – annuncia il direttore Aato – per vagliare le soluzioni possibili a circoscrivere il fenomeno fanese, e capire con chiarezza cosa ogni soggetto sia Aset, sia Multiservizi o sia Enel possa fare nell’ambito delle proprie competenze. Stiamo parlando di un inquinamento da trielina, un solvente comune nelle lavorazioni di lavanderie, piccole imprese e laboratori artigianali, che ha finito letteralmente per inquinare i pozzi cittadini presenti a Fano, ce ne sono diversi, e il problema è diffuso. Per questo il prelievo di acqua ai fini potabili dai pozzi di riserva non può essere garantito né l’acqua utilizzata, in attesa di capire e decidere come agire. Pare proprio, ma questo sarà oggetto di accertamento da parte degli enti e autorità con competenza ambientale, che ci sia stato uno sversamento di questo tipo di solvente. Solo ora, come dire i nodi stanno venendo al pettine, ma sembra che questa situazione con i primi sversamenti e usi impropri risalga a quasi un mese fa».

Problema per la siccità

Nell’ordinanza emessa dall’Aato il 22 giugno scorso è riportato che “nell’area posta a Nord-Ovest degli impianti di ravvenamento della falda presenti in località Torno, comune di Fano, è stato riscontrato il superamento dei valori di concentrazione di soglia di contaminazione riferito al parametro tetracloroetilene. Tra i pozzi attualmente interessati si trovano anche quelli di Falcineto Basso e Ca’ Severi che vengono utilizzati nel periodo estivo per l’approvvigionamento idropotabile dell’acquedotto che serve le località di Cuccurano, di Carrara e di Cannelle con una potenzialità di 10 litri al secondo cadauno». Spetterà poi all’ufficio ambiente della Provincia e ai carabinieri forestale accertare le responsabilità».

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