Fano, raffica di furti e rapine in villa:
alla sbarra la banda albanese di "Lupin"

Giovedì 6 Dicembre 2018 di Lorenzo Furlani
FANO - Erano come un flagello biblico, calavano dalla Romagna con auto rubate e compivano scorribande nel Pesarese e nel Fanese, fino alla provincia di Ancona, saccheggiando appartamenti e ville per rubare oro e gioielli, senza esitare a usare la violenza al fine di minacciare e intimidire i testimoni.
Di questo devono rispondere i sei albanesi (di cui solamente uno provvisto di permesso di soggiorno) accusati di associazione per delinquere finalizzata, a vario titolo, a furti, rapine e ricettazione. Si tratta di Mario Tuci, 34 anni, Ervis Dema, 25 anni, Altin Coba, 29 anni, e Lupen Allciu, 41 anni, colui che aveva cambiato il suo nome - esaltato probabilmente dal mito del ladro gentiluomo Arsenio Lupin - sbagliandone la grafia. Questi quattro, ieri, sono stati rinviati a giudizio dal giudice dell’udienza preliminare Gasparini: il processo davanti al Tribunale collegiale di Pesaro si aprirà il 21 febbraio.
  
Gli altri due imputati membri della banda hanno scelto il giudizio abbreviato fissato per il 17 gennaio: Bib Saka, 26 anni, e Kudret Godina, 50 anni. Quest’ultimo è l’unico che non è detenuto; gli inquirenti lo ritengono il basista della banda.
Quattro componenti della gang furono arrestati in flagranza di reato la sera dell’11 gennaio scorso in una villetta di Gimarra, dove avevano allestito il loro covo: fecero un blitz i carabinieri di Fano agendo insieme ai loro colleghi di Riccione, da cui era partito l’input investigativo. La banda inizialmente era ritenuta responsabile di un centinaio di colpi messi a segno a cavallo tra Marche e Romagna. Identificati i primi banditi, le indagini si erano concentrate sui riscontri scientifici che hanno portato nel luglio scorso a un’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pubblico ministro Cecchi e firmata dal giudice Messina nei confronti degli stessi malviventi e di un quinto bandito, Lupen.
 
Così alla banda sono stati contestati formalmente dieci furti, di cui tre tentati, e due rapine, di cui una tentata, messi a segno dal 30 dicembre 2017 all’11 gennaio 2018 a Montefelcino, Colli al Metauro, Vallefoglia, Montegridolfo, Saludecio, Pesaro, Santa Maria dell’Arzilla, Ostra e Marotta. Le rapine si riferiscono agli episodi degenerati nelle minacce verso chi aveva sorpreso sul fatto i malviventi. Per incastrarli erano risultate utili anche le telecamere Targasystem. © RIPRODUZIONE RISERVATA