Disoccupato gigolo circuiva signore sole, divorziate o vedove: cinque vittime, spillati 100mila euro

Disoccupato gigolo circuiva signore sole, divorziate o vedove: cinque vittime, spillati 100mila euro
Disoccupato gigolo circuiva signore sole, divorziate o vedove: cinque vittime, spillati 100mila euro
di Luigi Benelli
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Martedì 21 Dicembre 2021, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 15:47

FANO - Avvicinava signore sole, divorziate o vedove. Faceva valere il suo lato seduttivo e sentimentale per poter instaurare un rapporto ed entrare in sintonia. Con questa tecnica, un disoccupato di 48 anni di Fano ha spillato quasi 100mila euro a cinque donne, vedove o separate, dedicando loro molte attenzioni e facendole invaghire di sé.

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Un gigolò che avrebbe portato a un “corteggiamento simultaneo” di più donne che gli ha permesso di svuotare i conti correnti di signore tra i 55 e i 75 anni, di Pesaro e di Fano, le quali non si erano accorte dei risparmi che stavano andando in fumo. Secondo l’accusa l’uomo avrebbe convinto le sue vittime a firmare delle carte per ottenere finanziamenti per piani di investimento. Ad alcune ristorava degli interessi sulla Postepay, ma poi il finale è stato lo stesso per tutte. L’uomo era sparito e con lui i soldi delle donne. 

L’interesse era solo bancario

Il 48enne fanese è stato denunciato da tutte e ognuna era all’oscuro dell’altra, solo quando si sono rese conto che l’interesse del 48enne non era per il sogno d’amore ma per i soldi che si faceva consegnare versamenti in contanti o su carte prepagate. La giustizia ha fatto il suo corso e l’uomo è finito a processo per truffa aggravata. Ieri si è svolta l’ultima udienza del processo a carico del fanese, che era assente. Il pubblico ministero aveva avanzato la richiesta di 2 anni di reclusione e di una multa di mille euro. Durante il dibattimento erano state ascoltare due vittime che non si sono costituite parte civile (solo una lo ha fatto); hanno raccontato di aver creduto e, in un caso, amato l’uomo e che per questo gli hanno consegnato oltre 30mila euro a testa. La prima di 62 anni, vedova, si è fatta prestare 34mila euro da alcune finanziarie; la seconda, 64 anni, separata, ha dato fondo ai risparmi per 35mila euro pensando che l’uomo, conosciuto in treno, avrebbe saputo investirli al meglio in Borsa con l’aiuto di un cugino a Piazza Affari. 

Sfruttava «minorata difesa»

L’imputato non ha mai detto alle donne di esser un investitore finanziario ma solo un disoccupato o un muratore. Malgrado questo ha ottenuto tutto ciò che voleva sfruttando, come scrive il pm nel capo di imputazione «la minorata difesa della vittima per età e carenza affettivo-relazionale». Ieri il giudice lo ha condannato a 1 anno e 6 mesi e al risarcimento di 7.000 euro per la vittima che si è costituita parte civile. Era assistito dall’avvocato Emiliano Nicolini che è pronto a fare appello.

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