Fano, paga caffè con banconota
di grosso taglio: picchiato e rapinato

Paga il caffè con banconota
di grosso taglio: in due
lo picchiano e lo rapinano
FANO – Hanno visto un uomo pagare un caffè con una banconota di grosso taglio, lo hanno aggredito, picchiato e rapinato: due stranieri rintracciati e fermati dai carabinieri.
Si tratta di J.K., di 33 anni e di K.H. di 34 anni, entrambi pregiudicati, senza fissa dimora, irregolari sul territorio nazionale e privi di occupazione. La vittima è invece un quarantenne egiziano che si arrangia con piccoli lavori saltuari ed è ospite di una struttura religiosa di accoglienza della città. L’apparente disponibilità economica non è passata però inosservata agli odierni arrestati che lo hanno seguito fin nei vicini bagni pubblici. Quiuno dei due, approfittando della notevole sproporzione fisica, lo ha aggredito colpendolo con un pugno al volto così violento da atterrarlo; infatti i medici del locale ospedale gli hanno riscontrato un’estesa frattura delle ossa nasali con ben 25 giorni di prognosi. Nel frattempo, mentre il complice lo teneva bloccato a terra, l’energumeno gli ha sfilato il portamonete con qualche centinaio di euro che la vittima aveva da poco ricevuto dal datore di lavoro e che avrebbe voluto spedire alla famiglia in Egitto. Ricevuta la richiesta di intervento e raccolte le descrizioni dei due rapinatori, i carabinieri, prontamente intervenuti con 3 pattuglie hanno rapidamente intuito di chi poteva trattarsi. Infatti dopo brevi ricerche uno dei due possibili autori è stato fermato a poca distanza dalla stazione; con sé aveva anche una dose di eroina che si stava apprestando a consumare. E grazie ancora alla conoscenza del giro di amicizie di J.K., il giovane egiziano ha riconosciuto tra le foto segnaletiche anche K.H., volto ampiamente noto agli operanti per i suoi trascorsi giudiziari e per l’indole particolarmente violenta e rissosa. Dopo meno di 24 ore di ricerche, il giovane magrebino è stato rintracciato per le vie del centro storico fanese da un appuntato della locale stazione. Il solerte carabiniere, benché libero dal servizio ed in compagnia della famiglia, non ha esitato a richiedere rinforzi ed a pedinarlo finché i colleghi non lo hanno rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Il movente di una così violenta aggressione per poche banconote sembra essere stato proprio il dover reperire denaro per acquistare droga pesante di cui entrambi fanno uso.  
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Martedì 31 Ottobre 2017, 05:25 - Ultimo aggiornamento: 31-10-2017 05:25

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