Fano, l'onda anomala concede il bis
alla stessa ora: stupore e sconcerto

Venerdì 10 Agosto 2018 di Osvaldo Scatassi

FANO - L’onda anomala ha concesso il bis. Stesso orario, intorno alle 10.30, e stessa zona: quella parte di Sassonia che non è ancora protetta dalle scogliere. Ieri si è però ripresentato un fenomeno attenuato.
Non ci sono stati bagnanti sballottati dalla spinta della massa d’acqua e il mare non si è ritirato all’improvviso di alcuni metri, come era invece avvenuto nella mattinata di martedì scorso, subito prima che un treno di onde anomale alte circa un metro sferzasse quel tratto di costa fanese. Resta la curiosità sulle ragioni alla base di episodi che cominciano a ripetersi con una certa frequenza.
 
Bagnini di salvamento e concessionari di spiaggia assicurano infatti che non si è trattato della prima volta, anche se gli altri casi non sono paragonabili a quanto è successo martedì scorso. Il titolare di Bagni Carlo, Matteo Renzi, assicura che ieri le onde improvvise, come formatesi dal nulla su un mare in bonaccia, erano «più piccole». «Davvero non saprei spiegarmi – aggiunge – da che cosa dipendano. Martedì non sono state registrate scosse di terremoto al largo della costa adriatica e mi sembra difficile che il passaggio lontano di una nave, pur grande e veloce che sia, possa produrre effetti simili».
Che cosa è stato, allora? Cautela nella casermetta dell’ufficio circondariale marittimo, ipotizza invece la causa degli episodi un pescatore di lungo corso, Mario Facchini, ora in pensione: «Cominciamo con l’escludere la teoria del piccolo tsunami, che mi sembra improbabile in partenza ma soprattutto nessuna strumentazione sismica ha rilevato alcun terremoto con epicentro sotto il mare Adriatico. Non esiste che siano ondate di marea: in Adriatico l’escursione massima è di un metro, un metro e venti, quindi mancano le condizioni perché si formino. È così da sempre e se proprio vogliamo mettere che qualcosa è cambiato nel tempo, si tratta di pochi centimetri e non di più. Propenderei invece per il passaggio veloce di grosse navi.
«In simili casi parte un treno di onde dalla forza impressionante, che dà molto fastidio quando si scarica a riva. Mi è successo di incrociare questi bestioni e mi ricordo bene che anche sul peschereccio si ballava parecchio». Ma un treno di onde nato al largo da una nave, non si disperde dopo mezzo chilometro, un chilometro al massimo? «No, no – prosegue Facchini – può percorrere anche sette, otto miglia marine e scaricarsi a terra. Alcuni anni fa l’autorità portuale di Ancona impose ai traghetti più grandi di limitare la velocità a una distanza di sicurezza dalla costa, e di confermare via radio la riduzione, perché i treni di ondate creavano forti disagi sulle spiagge di Sirolo e Numana. Non vedo motivi, se non questo, che spieghino le onde improvvise a Fano, anche se devo ammettere che la cosa è un po’ strana».
Il maretto
L’altro ieri il cosiddetto maretto è stato notato nelle concessioni balneari dall’Arzilla a Torrette. Da tre a cinque ondate secondo i testimoni, non più alte di 30 centimetri, hanno increspato la superficie del mare in condizioni di bonaccia. A Sassonia, invece, il fenomeno è stato ben più forte: onde alte circa un metro hanno buttato giù numerosi bagnanti, soprattutto anziani, colti alla sprovvista. Alcuni si sono procurati scalfitture cadendo sul ghiaino della battigia.

Ultimo aggiornamento: 13:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA