Artigiano contrae il Covid in ospedale e muore per un attacco di cuore

Sabato 16 Gennaio 2021 di Massimo Foghetti
Maurizio Armanni aveva 78 anni

FANO - Il destino quando si accanisce su una persona non lascia tregua e spesso infierisce con ostinata ferocia anche su chi mostra una forte volontà di reagire. Maurizio Armanni ce l’aveva messa tutta per riguadagnare la propria salute, dopo che era stato colpito a dicembre da una ischemia cerebrale che gli aveva fatto perdere l’equilibrio cadendo a terra. Ed era sul punto di riuscirci, se non fossero intervenuti il coronavirus preso in ospedale e altre complicanze che nel giro di 14 giorni lo hanno portato via.

 

 

L’attività aperta nel 1955
Maurizio Armanni aveva 78 anni, era una figura nota del Borgo, aveva ereditato dal padre un laboratorio di elettromeccanica fondato nel 1955, nel quale aveva iniziato a lavorare all’età di 14 anni. Con il passare degli anni era uno dei pochi artigiani che sapeva ancora effettuare gli avvolgimenti nei motori elettrici, visto che al giorno d’oggi è d’uso gettare un motore che non funziona più. Maurizio sapeva recuperare tutto e in questo era rinomato in tutta Fano. Il suo laboratorio era una risorsa in via Giordano Bruno, chiamata la strada dei mestieri, in quanto vi si concentravano i negozi del barbiere, del falegname, del macellaio, dei generi alimentari e di altri settori che potevano servire a un intero abitato, vicino com’era anche al Foro Boario frequentato da molte persone che giungevano dalla campagna.

Il racconto del figlio
«Il mio papà si è sentito male – evidenzia il figlio Andrea – nel mese di dicembre; in seguito ad un attacco di ischemia che lo aveva colpito mentre era in casa, facendolo cadere a terra; era stato ricoverato nel reparto di medicina d’urgenza del Santa Croce con tampone negativo, dove grazie alle cure dei sanitari si era ripreso ragionando perfettamente. Dopo alcuni giorni gli era rimasta solo una piccola difficoltà di equilibrio, per cui i dottori avevano deciso di dimetterlo il 31 dicembre, facendogli proseguire la riabilitazione all’istituto Cante di Montevecchio. Il giorno delle dimissioni gli hanno fatto di prassi un’altra prova con il tampone e questa volta è risultato positivo. Purtroppo il mio papà ha preso il virus all’interno dell’ospedale. E qui è cominciata la via crucis».

Trasferito a Pesaro
Una via crucis che il figlio Andrea racconta con il cuore spezzato. Il suo papà, infatti, invece di essere dimesso ha dovuto essere ricoverato nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Muraglia, dove è iniziata unescalation negativa. A una capacità di respirazione iniziale che non dava preoccupazioni è subentrato infatti a poco a poco un affanno sempre più difficile da sopportare, al quale si è aggiunta la setticemia, uninfezione batterica che ha messo a dura prova il sistema immunitario già abbondantemente debilitato per la lotta contro il virus, finché giovedì scorso non è giunto un attacco cardiaco che ha provocato la morte.

Alle 10 l’addio a Sant’Orso
Così Maurizio Armanni se n’è andato senza poter contare, così come molti che in questi giorni si sono trovati in isolamento, sulla vicinanza dei suoi cari. «Oltre alla perdita – evidenzia il figlio Andrea – quello che fa ancora più male è come la perdita sia venuta, senza poter essere stati vicini al mio papà nel momento della morte. Un dolore che si è aggiunto al dolore. Un doppio colpo del destino che ha straziato la mia famiglia ancora di più». Il funerale di Maurizio Armanni si terrà questa mattina alle 10 nella chiesa di Santa Maria Goretti nel quartiere di Sant’Orso. Massimo Foghetti © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA