Evasione fiscale, fatture fasulle anche prima di avere la partita Iva: scatta il maxi sequestro

Evasione fiscale, fatture fasulle anche prima di avere la partita Iva: scatta il maxi sequestro
Evasione fiscale, fatture fasulle anche prima di avere la partita Iva: scatta il maxi sequestro
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Venerdì 6 Agosto 2021, 10:52

FANO - Eemette fatture false, alcune anche prima di avere la partita Iva, per operazioni inesistentei, permettendo ad altre ditte di abbattere l'imponibile ed avadere le tasse.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Fano, su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari di Pesaro, ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo per equivalente, per un importo di circa € 70.000, del denaro presente nei conti correnti bancari, nonché di altri beni nella disponibilità dell’indagato, un sessantenne titolare di un'azienda attiva nel settore delle costruzioni meccaniche, resosi responsabile del delitto di emissione di fatture false.

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l soggetto, attraverso una ditta operante nel settore delle costruzioni meccaniche e avente sede nel fanese, si rendeva responsabile del delitto di emissione di fatture false, nel 2015 e 2016, consentendo ad altre società, aventi sede nel territorio marchigiano, di ottenere un indebito risparmio di imposta. In particolare, la minuziosa attività ispettiva svolta dalle Fiamme Gialle consentiva di scoprire che la società di cui l’indagato era rappresentante legale aveva emesso quattro fatture false, dell’importo complessivo, comprensivo di I.V.A., di oltre € 170.000, nei confronti di due diverse società di altre province marchigiane, alle quali aveva consentito di abbattere la base imponibile ai fini delle imposte dirette e di detrarre illegittimamente l’I.V.A. esposta in fattura. La falsità dei documenti fiscali è stata individuata nel fatto che alcune fatture erano state emesse prima che la società ottenesse l’assegnazione della partita I.V.A. Inoltre, le società che si sarebbero dovute occupare della rigenerazione del macchinario oggetto delle fatture non avevano stabilimenti e dipendenti in grado di ospitarvi il bene ed operarvi. Infine veniva alla luce che il “prezzo” ottenuto dal titolare della società pesarese, per il “servizio” reso, è stato pari a circa € 70.000, pari alla differenza tra il denaro accreditato sul conto corrente, come saldo delle fatture, e i bonifici immediatamente eseguiti come “ritorno”. L’esito del giudizio che ne è conseguito da parte del Giudice per le Indagini Preliminari di Pesaro, che accoglieva la tesi della Procura, portava all’emissione del decreto di sequestro preventivo per equivalente di Referente: Capitano Francesco Rizzo - Comandante Compagnia di Fano; Contatti: 3288486996 denaro e beni, fino alla concorrenza dell’importo del profitto del reato, realizzato con la illecita condotta. Al fine di ricostruire la completa capacità economico-patrimoniale del soggetto, veniva delegata l’esecuzione del suddetto provvedimento alla Compagnia di Fano che all’esito di approfondimenti svolti anche attraverso l’utilizzo dello strumento degli accertamenti bancari, sottoponeva a sequestro disponibilità liquide e quote sociali fino alla capienza prevista. Nell’attuale contesto emergenziale, i presidi di vigilanza attivati dalla Guardia di Finanza, confermano il ruolo fondamentale di Forza di Polizia economico-finanziaria costantemente impegnata alla tutela ed al supporto del sistema imprenditoriale più virtuoso e al contrasto delle forme più diffuse di illegalità. 

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