In 400 alla fiaccolta di Fano per Anastasiia: nel corteo silenzioso anche la mamma e la sorella

In 400 alla fiaccolta di Fano per Anastasiia: nel corteo silenzioso anche la mamma e la sorella
In 400 alla fiaccolta di Fano per Anastasiia: nel corteo silenzioso anche la mamma e la sorella
di Osvaldo Scatassi
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Lunedì 21 Novembre 2022, 02:20 - Ultimo aggiornamento: 15:55

FANO Anastasiia amava la musica, tanti fanesi e le donne della comunità ucraina locale l’hanno salutata in piazza 20 Settembre sulle note malinconiche e sognanti di Le Stagioni, di Petr Ilic Tchaikovsky. Sfidando il pomeriggio freddo di ieri e la minaccia di pioggia, circa 400 persone hanno partecipato alla fiaccolata per Anastasiia Alashrj, cameriera 23enne assassinata nei giorni scorsi con tre coltellate alla gola e al petto. 


La partecipazione


Un lungo corteo silenzioso, alla sua testa il sindaco Massimo Seri con la fascia tricolore e il vescovo Armando Trasarti, ha attraversato uno spicchio di centro storico dal Pincio fino a piazza 20 Settembre, dove i partecipanti si sono riuniti intorno alla fontana della Fortuna. E lì, al microfono, il sindaco Seri ha voluto ricordare le ragioni della fiaccolata: «Solidarietà verso la famiglia di Anastasiia», insieme con la «condanna della violenza in ogni sua forma». La mamma e la sorella erano entrambe sia nel corteo sia in piazza, nel gruppo della comunità ucraina. Per tutelare il loro desiderio di riservatezza, ha spiegato l’assessora Sara Cucchiarini, non sono state presentate agli altri partecipanti. 
Alle due donne ucraine si è comunque rivolto il sindaco Seri, ricordando che Anastasiia aveva saputo integrarsi bene e presto nella vita di Fano, dove era arrivata nel marzo scorso, in fuga dalla guerra insieme con il marito 42enne Amrallah Mustafa Alashrj (ora accusato di averla uccisa) e il figlioletto. Aveva trovato lavoro in una trattoria del centro storico e nel tempo libero dava lezioni di pianoforte. Il vescovo Trasarti ha ricordato di avere avuto una lunga chiacchierata con lei proprio in un contesto di carattere musicale. «Per i fanesi Anastasiia era un’amica, una sorella, una figlia e nei suoi confronti la città si sta comportando come una famiglia», ha proseguito il sindaco.

Intervenendo a sua volta l’assessora Cucchiarini ha ribadito che sono in corso raccolte per sostenere la famiglia di Anastasiia: beni di prima necessità (Paricentro in via Montevecchio 46, 0721/887385) e donazioni sul codice Iban IT 64 S 06230 24310 0000 15206432 (specificando la causale: Raccolta per Anastasiia), in questo caso il riferimento è la Caritas Diocesana. 


Da parte sua il vescovo Trasarti ha invitato i presenti a fare in modo che la riflessione sull’ennesimo femminicidio prosegua anche dopo il momento della commozione: «Chiediamoci che cosa sta capitando alla società italiana, se stiamo crescendo in maturità. Lasciando questa piazza, cominciamo a ragionare meglio». Il presule ha parlato di «una società ancora maschilista» e di un percorso, per formare i giusti anticorpi contro la violenza sulle donne, «ancora agli inizi». I partecipanti si sono poi raccolti in una preghiera in ucraino. Poco prima era intervenuto il cantautore Luca Vagnini, invitando i presenti a imprimere il palmo di una mano, dopo averla intinta nella tempera bianca, su uno striscione con la scritta «Gli uomini di Fano dicono: No».


L’iniziativa


Un’iniziativa spontanea attuata da un gruppo di fanesi. Lo striscione è stato poi esposto da un balcone che si affaccia sulla piazza. A manifestazione conclusa le donne della comunità ucraina hanno raccolto tutte le candele usate per la fiaccolata. Saranno fuse e la cera sarà spedita in Ucraina per farne nuove candele: illumineranno e riscalderanno le abitazioni, ha spiegato Cucchiarini, dove mancano energia elettrica e gas. Nutrita la presenza di politici e amministratori pubblici, tra i quali la presidente consiliare Carla Cecchetelli, gli assessori Barbara Brunori e Samuele Mascarin, la consigliera regionale Marta Ruggeri e il deputato sambenedettese Giorgio Fede. 

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