La pandemia e la crisi economica: sulla città l’effetto spopolamento. Tanti morti, nascite a picco

Giovedì 4 Marzo 2021 di Massimo Foghetti
La pandemia e la crisi economica: sulla città l effetto spopolamento. Tanti morti, nascite a picco

FANO  - Era prevedibile e i dati l’hanno confermato: nel 2020 con l’epidemia, Fano ha registrato il più alto numero di morti dall’inizio del terzo millennio. Dal consuntivo elaborato dall’Amministrazione Comunale risulta che nell’anno appena terminato si sono verificati 782 decessi, rispetto a 410 nuovi nati, con un saldo negativo di 372 unità.

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In passato, per quanto riguarda le persone che ci hanno lasciato non si era mai superato il numero di 700, anzi il trend difficilmente oltrepassava le 650 unità, fermo restando che il numero dei nati è stato sempre inferiore a quello dei morti, con una escalation che è andata sempre più aumentando dal 2010 ad oggi. Ciò significa che oltre alla perdita di circa 2.000 abitanti conseguente il distacco della frazione di Marotta, la popolazione fanese, pur essendo stata in aumento fino al 2011, ha subito un cambiamento di tendenza, sia per la diminuzione delle nascite che per l’arresto della immigrazione, segno evidente che la città non ha più un ruolo attrattivo in ambito occupazionale e lavorativo. 

Inoltre, come nota il rapporto dell’Università di Urbino: Fano ha attratto più dei comuni circostanti una popolazione mobile, soprattutto per ricerca di lavoro. Il rallentamento e la crisi a partire dal 2008 hanno ridotto la propensione allo spostamento verso la città e anzi hanno innescato processi di uscita. Inoltre la popolazione fanese diventa sempre più vecchia. Nell’anno 2020 l’indice di vecchiaia del comune di Fano evidenzia che ci sono stati 200,51 anziani ogni 100 giovani, dato questo, notevolmente superiore agli anni precedenti. 
La fascia d’età più numerosa è quella che va dai 40 ai 64 anni, contando 23.298 individui, di cui 3.221 maschi e 3.677 femmine; solitamente il numero delle femmine è sempre superiore a quello dei maschi eccetto nella fascia d’età 0 – 14 anni che per il 2020 è stato di 3.619 unità rispetto alle 3.853 dei maschi. Come altre realtà urbane di simili dimensioni, Fano ha registrato, a partire dagli anni Novanta, una frammentazione delle forme familiari, con un aumento dei nuclei monofamiliari.


Ora il 35% delle famiglie sono composte da una persona sola. Questo dato sembra coerente sia con la crescita di una popolazione giovane, immigrata per motivi di lavoro, sia con il riflesso della tendenza europea verso i nuclei monofamiliari. Questi ultimi iscritti all’anagrafe hanno registrato sensibili aumenti negli ultimi anni; nel 2018 risultavano 26.695 , nel 2019 erano 26.870 e 26.948 nel 2020. L’ampiezza media delle famiglie fanesi è stabile da diversi anni e risulta di 1, 2, 3 componenti. 

Nel quadro generale della popolazione residente, un fattore di grande dinamismo demografico e trasformazione sociale è stato legato alla crescita significativa degli stranieri residenti. Ma anche in questo caso, negli ultimi anni la crescita si è arrestata e oggi vivono a Fano più o meno lo stesso numero di stranieri di 3 anni fa. Al 31 dicembre 2020 gli stranieri residenti erano 4.349 rappresentando il 7,17 per cento della popolazione totale. Prevale la provenienza dai Paesi dell’est Europa e dall’Albania. 

 

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