Fano dei Cesari, colpo di scena: la biga della Volpe si ribalta e cadono i cavalli, il giudice fa ripetere la corsa e la fazione vince

Fano dei Cesari, colpo di scena: la biga della Volpe si ribalta e cadono i cavalli, il giudice fa ripetere la corsa e la fazione vince
Fano dei Cesari, colpo di scena: la biga della Volpe si ribalta e cadono i cavalli, il giudice fa ripetere la corsa e la fazione vince
di Massimo Foghetti
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Lunedì 18 Luglio 2022, 07:45 - Ultimo aggiornamento: 09:10

FANO - Emozionante e spettacolare: la corsa delle bighe riesce sempre a coinvolgere il pubblico, grazie all’impeto della gara e  il contesto scenografico in cui si svolge, quello dell’anello del Pincio trasformato in un circo dove ieri si è conclusa la Fano dei Cesari.

La fazione della Volpe ha vinto la corsa delle bighe dell'edizione 2022. L’ha vinta con un gran colpo di scena che ha destato l’entusiasmo del pubblico assiepato in gran numero sulle tribune poste ai lati dell’anello del Pincio. Nella finale per il primo e secondo posto, infatti, stava mordendo la polvere della biga del Delfino nettamente in testa, quando, abbordando la curva dell’Arco d’Augusto, la più difficile del percorso, perché a gomito e in discesa, si è ribaltata provocando la caduta dei cavalli.

La sopresa

Sembrava dunque che la sfida non avesse più storie a favore della biga del Delfino che rappresenta i quartieri del centro storico, Fano 2, Flaminio, mare, Trave, San Cristoforo, Paleotta, Poderino, Vallato, San Lazzaro e Fanella, ma il giudice di gara, constatato che la caduta non aveva prodotto conseguenze né per l’auriga né per i cavalli, ha voluto che si ripetesse la corsa.

Questa volta la biga della Volpe, condotta dall’auriga Flavius, è scattata guadagnando subito la prima posizione che ha mantenuto fino all’arrivo sul traguardo. Ha esultato il popolo di Ponte Sasso, Caminate, Metaurilia, Ferriano, Tombaccia, Tre Ponti, Torrette e Villa Uscenti, di cui Flavius era il portacolori.

I premi

Gli altri premi sono andati alla fazione del Cinghiale (Cuccurano, Sant’Orso, Bellocchi,  Carrara, Falcineto Rosciano per la miglior sfilata; al Lupo (Roncosambaccio, sant’Andrea in Villis, Gimarra, Fosso Sejore , Carignano, Centinarola) per il miglior personaggio, Bacco, impersonato da Lorenzo Uguccioni e al Delfino per la vittoria nei Ludi Fortunae.

I gruppi storici

Pur essendo avvezzi a frequentare le più note rievocazioni storiche che si svolgono ormai in tutti i Paesi europei che hanno orbitato sotto l’influenza di Roma, molti componenti dei gruppi storici che hanno preso parte alla manifestazione fanese hanno confessato di non aver trovato una cornice migliore di quella presentata dalla nostra città. Sono stati una quindicina i gruppi storici che ieri hanno preso parte alla sfilata conclusiva di un evento che per quattro giorni ha ricreato nel centro storico l’atmosfera dell’epoca romana.

Sono giunti da Roma, da Padova, da Rimini, da Otricoli, da Cupra Marittima, Reggio Emilia, da Ascoli Piceno, da Modena; hanno ricreato le legioni che si sono distinte nella conquista dell’impero, inalberando tra i barbari le loro aquile e le loro insegne. Hanno inscenato combattimenti gladiatori e proposto manovre militari, come la formazione della Testudo che anticamente riusciva ad avvicinare il nemico sfuggendo ai suoi dardi per poi attaccarlo con tutta la forza dirompente dei suoi gladi. Sono state dimostrazioni didattiche, ma anche altamente spettacolari.

All'entrata in scena dei gruppi storici, tra i quali si sono distinti i combattenti romani della Colonia Iulia Fanestris e i greci di Simmachia Ellenon, maestri nella ricostruzione di riti e dei miti delle rispettive civiltà, è seguita la sfilata delle fazioni che hanno interpretato ciascuna a suo modo il tema della rievocazione: ovvero i popoli sottomessi a Roma.

Le fazioni

La prima ad entrare nell’anello del Pincio attraversando l’arco d’Augusto è stata la Fazione del Delfino (Centro storico, Fano 2, Flaminio, rave, San Cristoforo, Paleotta, Vallato, Poderino, San Lazzaro, Fenile) che ha riproposto il popolo etrusco, rappresentato nel tramonto della sua grandezza, ovvero: nel momento in cui il dittatore Furio Camillo, dopo 10 anni di assedio, entra nella città di Veio, ponendo la supremazia dei romani su tutte le terre al di là del Tevere. 

La fazione del Cinghiale (Cuccurano, Sant’Orso, Bellocchi, Carrara, Falcineto, Rosciano) ha scelto gli egizi, nel momento in cui con la morte di Cleopatra, il Paese del Nilo diventa provincia di Roma. Molto belli i costumi e particolarmente curata la scenografia, impreziosita dalle danze della Accademia dello Spettacolo.

Anche la Volpe (Marotta, Ponte Sasso, Caminate, Metaurilia, Tombaccia, Tre Ponti) ha scelto gli etruschi, ma questa volta all’apice della loro potenza, quando i loro re regnavano su Roma da Tarquinio Prisco, a Servio Tullio a Tarquinio il Superbo, per poi essere deposti per dar vita alla Repubblica.

Infine la fazione del Lupo (Centinarola, Fenile, Gimarra, Fosso Sejore, Sant’Andrea in Villis, Carignano) ha scelto i celti, popolo barbaro e guerriero, rievocato con la ribellione di Boudicca, regina degli iceni che contrastò le legioni volte alla conquista della Britannia.

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