Prende un coltellata dalla madre, ma è lui a finire sotto processo per maltrattamenti

Martedì 11 Maggio 2021 di Luigi Benelli
Fano, prende un coltellata dalla madre, ma è lui a finire sotto processo per maltrattamenti

FANO - Si prende una coltellata dalla madre, ma è lui a finire a processo. E’ il singolare caso di una famiglia di origini rumene residente a Fano. Il figlio, 21 anni, è finito davanti al giudice monocratico con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

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Secondo la tesi accusatoria il giovane avrebbe insultato ripetute volte la madre. Una tensione crescente, condita da parole come «deficiente» e altri appellativi come prostituta. La signora, 63 anni, sarebbe stata anche minacciata di morte con un coltello e in altre occasioni rinchiusa per ore in cucina, costringendola ad ascoltare le sue lamentele. Il tutto schiacciandole in faccia una ciabatta. Alla base di tutto una difficile situazione familiare e dei brutti voti a scuola. Il 21enne viene accusato di aver colpito la madre con calci e pugni tali da provocare sanguinamenti ed ecchimosi. Infine le avrebbe anche serrato le mani al collo più volte. Tutte circostanze che avrebbero reso la convivenza impossibile. La donna è finita al pronto soccorso dove le hanno dato una prognosi di 8 giorni. Un referto che parla di trauma cranico e facciale, contusioni agli arti e al torace. E proprio in uno di questi violenti litigi, la madre avrebbe afferrato il coltello del figlio, con una lama di 20 centimetri per colpirlo al torace. Un fatto che ha avuto una vicenda giudiziaria parallela perché il caso è stato archiviato come legittima difesa viste le percosse e i maltrattamenti subiti. Il giovane non ha fatto opposizione, nonostante il referto medico con la prognosi di oltre 10 giorni, ma quel caso si è chiuso. Oggi il 21enne è destinatario di una misura cautelare per la quale non può avvicinarsi al domicilio della madre. Ieri è iniziato il processo con il ragazzo difeso dall’avvocatessa Antonella Antoniello, mentre la madre si è costituita parte civile tramite l’avvocatessa Maria Elena Cortiglioni. Ieri sono stati sentiti i testi del pm, la madre e il fratello dell’imputato che hanno raccontato degli episodi avvenuti. 

 

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