Botte, minacce e mobili distrutti per avere quote extra dell'affitto: a processo per estorsione

Mercoledì 4 Novembre 2020 di Luigi Benelli
Fano, botte, minacce e mobili distrutti per avere quote extra dell'affitto: a processo per estorsione

FANO - Schiaffi, minacce, sedie scaraventate a terra, mazze di ferro per spaccare l’auto. Il tutto per farsi pagare presunte quote extra di affitto dalle famiglie locate nel suo appartamento.

Finisce a processo un 62enne residente nella prima periferia di Fano che nell’arco di alcuni mesi avrebbe vessato i suoi inquilini. Tanto da finire agli arresti domiciliari (ora libero, ndr) e imputato con l’accusa di estorsione e lesioni personali. 

 

«Prendi i tuoi stracci e va via»

Due gli episodi contestati. Secondo l’accusa avrebbe preteso dei soldi in più rispetto al canone di affitto per il suo appartamento, un contratto tra l’altro non registrato. Un crescendo di episodi partiti da frasi pesanti fino a lesioni fisiche. Tra ottobre e novembre la vittima sarebbe stata una famiglia con padre, madre e figlio. «Deve prendere i suoi stracci e andarsene altrimenti la prendo per un braccio e la butto fuori». Un giorno avrebbe scagliato via una sedia e ribaltato un tavolo con tanto di minaccia come: «Do fuoco a tutto, vi taglio la testa, siete dei morti di fame». La richiesta era sempre la stessa: «Domani dovete darmi i soldi altrimenti qui spacco tutto e tu da qui esci con la cassa da morto». Frasi e gesti sempre più pesanti che avrebbero intimidito la famiglia. Una violenza verbale a cui è seguita anche quella fisica. «Potete chiamare le forze dell’ordine ma se non andate via di casa io brucio tutto e finirete per dormire in macchina». In un caso avrebbe spinto la madre di famiglia su una sedia causandole una distorsione della spalla guaribile in 5 giorni, il tutto con l’aggravante di aver commesso il fatto davanti al figlio, minorenne. Nell’altro schiaffeggiato il padre (10 giorni di prognosi).

«Ti mando in ospedale»

Insomma una serie di condotte tali da procurarsi un ingiusto profitto rappresentato da un ulteriore cifra rispetto al canone pattuito. Circa 500 euro oltre al nullo contratto di affitto. Stesso comportamento con un’altra vittima, anche lui in affitto. Avrebbe preteso 600 euro in più. Ma di fronte al rifiuto perché l’inquilino aveva già versato una quota, l’uomo ha dato in escandescenze rovesciando tutto quanto era sul tavolo a terra. Poi le minacce di far licenziare la moglie dell’uomo e infine le intimidazioni con frasi del tipo: «Ti spacco la faccia, non scherzo, ci sono persone finite in ospedale a causa mia».

Dalle parole ai fatti

Dalle parole ai fatti sarebbe passato in breve tempo. Perché la vittima sarebbe stata colpita in faccia e alla spalla rimediando ferite guaribili in 40 giorni. L’inquilino, impaurito, aveva lasciato l’appartamento per evitare guai. Una storia che è uscita allo scoperto con tanto di una denuncia presentata alla Guardia di Finanza. Una volta saputo dell’indagine, l’uomo è andato nuovamente su tutte le furie e si è accanito contro il padre di famiglia che aveva in affitto. Voleva sapere chi lo aveva denunciato e di fronte al silenzio avrebbe reagito prendendo una mazza di ferro e spaccando parabrezza e specchietti all’auto del suo inquilino causando qualche migliaio di euro di danni. Motivo per cui è accusato anche di danneggiamenti. L’uomo è difeso dall’avvocato Alessandro Pagnini che durante il dibattimento cercherà di smontare le accuse. Tra le sue carte da giocare il fatto che non ci sarebbero testimoni diretti tra i vicini di quanto accaduto.

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