Recuperati dal Comune 3,7 milioni di tributi evasi con un software stana-furbetti

L'assessore al bilancio del Comune di Pesaro Riccardo Pozzi
L'assessore al bilancio del Comune di Pesaro Riccardo Pozzi
di Luigi Benelli
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Venerdì 24 Dicembre 2021, 08:50

PESARO - Evasione fiscale, il Comune ha recuperato un tesoretto di 3,7 milioni di euro nel 2021. Una partita fondamentale per garantire un flusso in entrata che consente all’Amministrazione comunale di non aumentare la pressione fiscale, come annunciato in occasione della previsione di bilancio triennale. Il 2020 era stato un anno “sospeso” a causa di moratorie e stop alle riscossioni coattive. Nonostante questo il Comune, tramite Aspes, incaricata della riscossione, aveva recuperato 1 milione di euro di somme non incassate. Il recupero Imu nel 2021 è stato di 2,916,000 per centinaia di contribuenti. Ricordiamo che dal 2012 è stata istituita l’imposta municipale unica che sostituisce la vecchia Ici (imposta municipale sugli immobili).

Chi deve pagare
Chi la deve pagare? Chi abita in ville, palazzi storici o abitazioni ritenute di pregio, ma anche proprietari di aree fabbricabili, proprietari di terreni, chi ha in concessione un’area demaniale. Come si risale ai debitori? Tramite un software. La procedura informatica analizza i dati degli immobili e grazie alle caratteristiche catastali si riesce a determinare se ci sono importi dovuti, le aliquote differenziate e gli eventuali sgravi. Le due rate di giugno e dicembre permettono di scoprire, in base al confronto con i versamenti tramite F24, se ci sono discrepanze. Tra queste somme ci sono anche quelle di aziende fallite o morose. Nel 2021 il Comune ha recuperato dalla Tasi 694 mila euro, dalla Tari 212 mila più gli interessi. Ma è già tempo di proiettarsi nel 2022 perché nel bilancio di previsione è stato previsto un recupero di somme non versate Imu per 2,6 milioni, 200 mila euro dalla Tasi. E poi c’è la novità della Tari, non si parla più solo di mancati versamenti, ma anche di metri quadri non dichiarati. Visure e adeguamenti che permetteranno al Comune di recuperare 650 mila euro. 

Riscossione coattiva
Dopo gli avvisi alcuni cittadini pagano, per altri è necessaria la riscossione coattiva di Aspes. E qui è stato un crescendo passando dai 280 mila euro del 2019 ai 520 mila del 2020 fino ai 900 mila di quest’anno. Non è tutto perché grazie a un protocollo tra Comune, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza l’Ente può fare delle segnalazioni qualificate di evasori e l’agenzia restituisce parte del recuperato come bonus per l’Ente. Il Comune di Pesaro è virtuoso e ha incassato 62.298 euro, uno dei comuni che collabora di più con l’Agenzia.

L’assessore al Bilancio Riccardo Pozzi spiega il senso dell’operazione: «L’attività di recupero dell’evasione avviata dall’Amministrazione sta dando buoni risultati, frutto di un percorso condiviso che ha messo a punto anche meccanismi di accompagnamento verso la regolarizzazione della situazione tributaria. La sinergia con Aspes, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza e l’implementazione della dotazione tecnologica hanno consentito al Comune di ottimizzare il lavoro sul confronto delle diverse banche dati, acquisendo anche nuove professionalità. Questo ha permesso di rendere più efficace la complessa attività di recupero, attività che contiamo di portare avanti e di migliorare ancora nei prossimi anni, con l’obiettivo ultimo di garantire l’equità fiscale e recuperare risorse importanti per la comunità. L’attività di recupero per contrastare l’evasione fiscale è infatti fondamentale per garantire un senso di giustizia e di coesione sociale; con le risorse recuperate si garantiscono servizi e si interviene per ridurre o sterilizzare gli adeguamenti tariffari».

Bilancio, nessun aumento
Ricordiamo infatti che il prossimo bilancio, che è stato approvato pochi giorni dal consiglio comunale, non prevede aumenti di tasse, destinerà 30 milioni di euro al Welfare e servizi e 300 mila euro al fondo anticrisi per il disagio abitativo. 

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