Un bacino idrico artificiale contro i cambiamenti climatici. Ecco qual è l'area scelta

Il bacino idrico artificiale del sito Candigliano San Martino del Piano
Il bacino idrico artificiale del sito Candigliano San Martino del Piano
di Lorenzo Furlani
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Domenica 21 Febbraio 2021, 08:00

PESARO - È un intervento impiantistico di grande impatto, innanzitutto sull’ambiente, per attrezzare il sistema idrico provinciale nella sfida già in atto dei cambiamenti climatici. La memoria dell’ondata di calore dell’anticiclone Lucifero, che nell’estate di 4 anni fa consumò le scorte idriche di una rete acquedottistica dipendente per l’80% dalle acque superficiali, con oltre il 60% della popolazione servito dal bacino idrografico del Metauro, è un incubo per i gestori del servizio e i sindaci nella prospettiva di un aggravamento dei fenomeni atmosferici estremi, con progressivi processi di aridificazione e siccità.

Intervento di lungo periodo
La misura individuata dalla dirigenza dell’Autorità di ambito territoriale ottimale 1 (Aato), su proposta del gestore Marche Multiservizi, avvalendosi di finanziamenti statali a fondo perduto e delle risorse europee del Recovery fund, è quella di realizzare un bacino idrico artificiale, con le opere infrastrutturali connesse, per dotare il sistema provinciale di riserve strategiche utili a garantirne la funzionalità nei periodi critici.

Una soluzione di lungo periodo che andrebbe ad aggiungersi agli interventi di breve e medio termine messi in campo negli ultimi anni dall’autorità idrica e in gran parte ancora da integrare per i tempi tecnici di esecuzione.

Lunedì l'assemblea dell'Aato 1
Domattina alle 10, nella sala auditorium di Marche Multiservizi (a Pesaro, in via Toscana 80), è convocata l’assemblea dell’Aato 1 (è possibile anche il collegamento da remoto), nel corso della quale i sindaci della provincia che la compongono saranno chiamati a discutere e votare questa linea d’indirizzo.

Oltre alla relazione del direttore Michele Ranocchi sullo stato dell’approvvigionamento idropotabile in provincia di Pesaro Urbino, sarà presentato lo studio svolto dai geologi Daniele Farina e Paolo Ceccarini, con la collaborazione dell’ingegnere Federico Baldetti, che, secondo quanto si può consultare sul sito web dell’ente, hanno valutato cinque possibili localizzazioni del nuovo invaso, indicando «nel sito Candigliano San Martino del Piano, situato nell’alto bacino del Candigliano (affluente del Metauro, ndr), l’ambito più promettente».

Coinvolti tre comuni
Si tratta di un’area compresa nei territori comunali di Apecchio, Mercatello sul Metauro e Città di Castello (quest’ultimo in Umbria), dove il fiume dovrà essere sbarrato così da sommergere la vegetazione ripariale e i boschi che si estendono sui pendii adiacenti. Si tratterebbe del quarto invaso nell’ampio bacino del Metauro (il più grande delle Marche), dove già insistono quelli di Furlo (ugualmente sul Candigliano), San Lazzaro e Tavernelle, attivi anche per gli usi idroelettrici di Enel Green Power.

Gli altri siti presi in esame sono Fonte dell’Eremo (nel comune di Piobbico), Morsina (nel comune di Mercatello sul Metauro), Certano (nei comuni di Cagli, Pietralunga e Gubbio, gli ultimi due umbri) e Apsa (nei comuni di Peglio e Urbino, questo sito è l’unico nel bacino idrografico del fiume Foglia).

«Servizio anche per il turismo»
«Oltre alla consapevolezza della gravità dei cambiamenti climatici - afferma il direttore dell’Aato 1 Ranocchi - si è venuta a creare una condizione particolarmente favorevole di investimento. Lo Stato ha deciso di impegnare risorse importanti, facendo una ricognizione in campo nazionale sulle possibili misure, per affrontare preparati questi sviluppi climatici. Perciò noi abbiamo elaborato la proposta al vaglio dei sindaci nell’assemblea. Saranno disponibili anche le risorse del Recovery fund per le quali le opere devono essere concluse per il 2026, ma si può procedere per lotti funzionali. Si tratta di un investimento di qualche decina di milioni di euro. Vogliamo garantire l’approvvigionamento idrico a tutta la provincia, anche con standard di servizio alti, non solo a favore delle famiglie ma anche per settori produttivi importanti per il nostro territorio come il turismo». Attività economica cruciale proprio d’estate.

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