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Diventa legge una sola proposta, altri due disegni assorbiti: a vuoto tanto lavoro dei parlamentari della provincia pesarese

Diventa legge una sola proposta, altri due disegni assorbiti: a vuoto tanto lavoro dei parlamentari della provincia pesarese
Diventa legge una sola proposta, altri due disegni assorbiti: a vuoto tanto lavoro dei parlamentari della provincia pesarese
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Giovedì 11 Agosto 2022, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 13:57

PESARO - Un solo disegno di legge presentato da un parlamentare del territorio pesarese come primo firmatario è diventato legge dello Stato nella XVIII legislatura mentre altri due sono stati assorbiti in testi similari definitivamente approvati dal Parlamento

 È questo il risultato delle iniziative promosse dalla pattuglia dei 7 parlamentari eletti o residenti nella provincia di Pesaro Urbino riguardo alla funzione legislativa della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Un risultato relativamente modesto a fronte di 23 disegni di legge (più 3 duplicazioni) di cui hanno assunto l’iniziativa deputati e senatori di questo territorio, secondo la ricognizione di Open Parlamento. Una scarsa produttività condizionata dal sistema del bicameralismo perfetto, che presuppone l’approvazione del medesimo testo normativo nei due rami del Parlamento con navette parlamentari spesso defatiganti da una Camera all’altra nel caso di modifiche.

Azzerati progetti qualificati
Inoltre, lo scioglimento anticipato delle Camere, ostacolando la pianificazione dei lavori in vista della scadenza naturale, diventa sul piano legislativo uno spietato tritacarte mandando al macero mesi e anni di lavoro delle commissioni parlamentari in termini di audizioni dei portatori di interesse, integrazione delle proposte, discussione delle norme e approvazione dei testi. Nella legislatura sono condannati a questo esito qualificati progetti legislativi promossi dai parlamentari del territorio, come la ridefinizione delle norme per la determinazione dell’assegno di divorzio (iniziativa della deputata del Pd Morani) o la disciplina per superare l’ergastolo ostativo (proposta del deputato della Lega Paolini, unificata ad altre), approvati da un ramo del Parlamento e ora del tutto azzerati perché manca l’esame dell’altro ramo.

Disegni di legge significativi, come quelli per la disciplina dell’eutanasia (promossa dal deputato ex M5s Cecconi e unificata ad altre) e la regolamentazione penale del mobbing (iniziativa del deputato del M5s Rossini), sono rimasti impantanati nell’esame delle commissioni competenti oppure sono stati assegnati alla commissione senza che ne sia stato iniziato l’esame, come per la procedibilità d‘ufficio per i reati sessuali su minori da 10 a 14 anni (iniziativa di Morani), o sono ancora da assegnare alla commissione, come la normativa che limita l’abuso della decretazione d’urgenza del governo (promossa dal deputato del M5s Cattoi, diventato ex da un paio di settimane).

Poco incisiva l’azione politica
Su questa dispersione di iniziative grava fisiologicamente la numerosità dei parlamentari (945 che diventeranno 600 con le elezioni del prossimo 25 settembre), ciascuno dei quali per dettato costituzionale rappresenta la nazione senza vincolo di mandato. Ma certamente ha un peso anche la limitata incisività dell’azione politica dei parlamenti in carica, già rilevata dalla scarsità delle iniziative promosse in 4 anni e mezzo per il territorio che li ha eletti (interpellanze, interrogazioni od ordini del giorno: il servizio relativo è consultabile su www.corriereadriatico.it), la gran parte delle quali è rimasta senza risposta da parte del governo.

La proposta diventata legge dello Stato è quella promossa dal deputato Roberto Rossini per l’istituzione della giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19, unificata ad altre 3 e approvata definitivamente il 17 marzo 2021 (la giornata è il 18 marzo, celebrata da quell’anno). Indirettamente a buon fine anche le proposte di Andrea Cecconi per l’istituzione del registro nazionale dei tumori (assorbita dall’istanza di Castelleone del M5s, diventata legge il 12 marzo 2019) e di Alessia Morani per l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con l’ergastolo (assorbita dall’iniziativa di Molteni della Lega, diventata legge il 2 aprile 2019). Tra tutti i parlamentari, la senatrice del M5s Donatella Agostinelli è l’unica che non ha presentato come prima firmataria nessuna proposta di legge.

La missione impossibile

La missione impossibile della XVIII legislatura è stata quella del deputato Maurizio Cattoi, ex comandante provinciale di Pesaro Urbino del Corpo Forestale dello Stato, eletto con il Movimento 5 Stelle, che in sostanza ha tentato di ricostituire la forza di polizia specializzata nella difesa del patrimonio agroforestale in cui ha sviluppato quasi interamente la sua carriera professionale, prima del congedo. Il corpo, dopo una storia di 183 anni, è stato assorbito nel 2016 dall’Arma dei carabinieri per la riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche disposta con decreto legislativo dal governo Renzi.

La ricostituzione della Forestale

Il deputato Cattoi ha presentato come primo firmatario il 13 marzo 2019 il disegno di legge per l’istituzione della polizia forestale, ambientale e agroalimentare nell’ambito dell’amministrazione della pubblica sicurezza, assegnato alle commissioni riunite Affari costituzionali (in cui è anche relatore) e Difesa. Ma lì l’iter si è arenato. Inoltre, Cattoi è relatore di altre 2 analoghe proposte di legge: quella promossa dalla deputata Silvia Benedetti (ex M5s, ora al gruppo misto) è esplicitamente intitolata “Ricostituzione del Corpo forestale dello Stato”, il testo di accompagnamento sottolinea che la soppressione del corpo e “la sua poco lungimirante frammentazione tra Arma dei carabinieri, Corpo nazionale dei vigili del fuoco, polizia di Stato, Corpo della guardia di finanza e Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, nonché la militarizzazione coatta dei forestali, non hanno portato quei buoni risultati operativi vantati dal governo Renzi e le spese non sono affatto diminuite ma, al contrario, sono aumentate a dismisura per l’incremento dei centri di costo; inoltre, nelle foreste e nei boschi non c’è quasi più nessuno che controlla o che spegne gli incendi in tempi rapidi".

Le mancate priorità

Ma questo obiettivo non è mai diventato una priorità della maggioranza di governo, nonostante Cattoi ne abbia sempre fatto parte. Lo stesso vale per i 5 disegni di legge per il riordino delle competenze della polizia locale in materia di sicurezza, di cui il deputato Cattoi è ugualmente relatore. In pratica nel passaggio dal governo Conte I di centrodestra, all’esecutivo Conte II di centrosinistra, al governo Draghi delle larghe intese, per giustificare la scarsa efficacia delle proprie iniziative nessun parlamentare può farsi scudo di non aver fatto parte della maggioranza di governo.

Restano non approvati nella XVIII legislatura anche disegni di legge interessanti come quello del deputato Roberto Rossini per l’istituzione del registro nazionale degli informatici forensi, che disciplina competenze e regole per i consulenti dei magistrati che acquisiscono le prove tecnologiche da computer e smartphone: l’esame in commissione deve ancora iniziare. Stessa sorte per la proposta di legge della senatrice M5s Rossella Accoto (tra l’altro, relatrice della legge di bilancio 2020 approvata nel dicembre 2019) che intende limitare a 5 anni la validità dei referendum per il passaggio dei Comuni o di una Provincia a un’altra Regione o per la costituzione di una nuova Regione (iniziativa nata dai casi di Montecopiolo e Sassofeltrio finiti in Emilia Romagna 13 anni dopo il referendum).

Il vulcano della giovane deputata

Per valutare l’attività dei parlamentari è interessante anche il confronto con la precedente legislatura quando la giovane deputata Lara Ricciatti di Articolo 1 presentò 1.192 atti come prima firmataria: un vero vulcano. Il più prolifico di questa legislatura tra i parlamentari del territorio, il deputato Andrea Cecconi, ne ha presentati 130.

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