In frenata i nuovi contagi ma l'incremento è del 35%: Pesaro sotto la soglia di allerta

Giovedì 11 Marzo 2021 di Lorenzo Furlani
La terapia intensiva di Marche Nord

PESARO - Una rondine non fa primavera, ma la provincia di Pesaro Urbino ieri è entrata nella zona rossa con un’incidenza dei contagi in diminuzione rispetto ai giorni precedenti. In virtù dei 137 nuovi positivi registrati con i tamponi di martedì (7 giorni prima erano 156), pari al 15,6% delle 881 nuove diagnosi nelle Marche (358 in provincia di Ancona, 219 a Macerata, 69 a Fermo, 57 ad Ascoli Piceno e 41 fuori regione), i contagi ogni 100mila abitanti dell’ultima settimana sono risultati 240 (domenica erano 242 con una crescita sui 7 giorni precedenti del 45%, lunedì, quando il governatore delle Marche Acquaroli ha deciso di istituire in via precauzionale la zona rossa da ieri anche nella provincia pesarese, erano 246 con un incremento del 47%).

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Nella progressione c’è una frenata, dunque, anche se l’aumento sulla settimana precedente, sceso al 35%, resta alto, a conferma di una forte espansione della pandemia determinata dalle diverse varianti del virus, risultate più contagiose e ritenute ora prevalenti.

Il quarto valore nelle Marche
Comunque, l’incidenza dei nuovi casi in 7 giorni rimane nella provincia pesarese sotto la soglia di allerta di 250 ogni 100mila residenti, il quarto valore nella regione dopo quelli delle province di Ancona (480, in crescita dal giorno precedente), Macerata (367, in aumento) e Fermo (249, in calo), territorio quest’ultimo che ha sopravanzato per contagi negli ultimi due giorni il Pesarese. Ultima nelle Marche resta la provincia di Ascoli Piceno con un’incidenza di 196, in crescita.

Le misure differenziate
Se la misura suggerita dal comitato tecnico scientifico, far scattare automaticamente le massime restrizioni al superamento della suddetta soglia di guardia, venisse applicata su base regionale tutte le Marche sarebbero sottoposte al lockdown, avendo nell’insieme un’incidenza di 347 e (ipotizzando un’applicazione precedente) lo sarebbero state già dal 27 febbraio.

Ma ha un senso applicare in modo differenziato le limitazioni in ambiti più ristretti del territorio regionale, come ha fatto il governatore Acquaroli nell’ultimo periodo, al fine di contenere il virus laddove si verificano i cluster più virulenti e al tempo stesso non penalizzare l’economia degli altri territori (fondamentale per verificare la diffusione delle varianti del virus e la loro contagiosità sarebbe potenziare il sequenziamento del genoma come ugualmente ha chiesto il Cts).

Esemplare al riguardo è la situazione delle Marche dove l’incidenza dei contagi in rapporto alla popolazione, che colloca il territorio addirittura al quarto posto tra le regioni italiane, è fortemente condizionato dal dato della provincia di Ancona, dove si è radicato un potente focolaio della variante inglese.

Il picco storico il 12 gennaio
La progressione storica del virus nella provincia di Pesaro Urbino ha segnato il picco dei nuovi casi il 12 gennaio scorso, quando si era registrata un’incidenza settimanale ogni 100mila abitanti di 294 (Ancona era a 220), con una discesa fino a 127 il 5 febbraio e (dopo una breve risalita) a 126 il 20 febbraio, allorché è iniziata l’ultima impennata fino a lunedì scorso.

L’auspicio ora è che le severe misure introdotte con la zona rossa, in vigore fino a domenica prossima, possano mitigare l’espansione della pandemia al fine di una rapida uscita dal lockdown.

Malati Covid da altre province
Nel frattempo l’azienda ospedaliera Marche Nord sopperisce all’aumento dei contagi anche nel resto della regione accogliendo i malati da fuori provincia. E cresce, giorno dopo giorno, la pressione sui reparti. Ieri il bollettino del gruppo operativo regionale per le emergenze sanitarie segnalava 32 ricoveri in terapia intensiva (+1 rispetto al giorno precedente), 62 nell’area semi intensiva (+4), 25 nei reparti non intensivi (stazionari) e 14 (-1) al pronto soccorso. Per un totale di 133 pazienti Covid. Vengono mantenute le attività per le altre patologie, riprese dopo la prima ondata della pandemia, pur con una disponibilità di posti letti che da un anno è fortemente compressa, quasi dimezzata, rispetto alla dotazione originaria di 592.

Cresce la saturazione per Covid
Su base regionale aumenta pericolosamente l’occupazione da parte dei malati Covid delle aree ospedaliere, con 4 ricoveri in più e una saturazione del 46% delle terapie intensive (rispetto al limite di guardia del 30%) e 22 ricoveri in più nell’area medica per una saturazione del 56% (rispetto alla soglia di allerta del 40%). Il totale dei ricoverati nelle Marche (salvo quelli nei pronto soccorso) è di 760 (107 nelle terapie intensive). Ieri, sono state comunicate altre 10 vittime nelle Marche che portano il numero dei decessi Covid a 2.373 di cui la quota maggiore, 858 (il 36,2%), nella provincia pesarese.

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