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Otto Codici rossi documentati dal commissariato: in un solo caso la vittima è un uomo

Le attività di ascolto e indagine del commissariato della polizia di Stato di Fano
Le attività di ascolto e indagine del commissariato della polizia di Stato di Fano
di Osvaldo Scatassi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 24 Novembre 2021, 09:09

FANO - L’amore tossico è parente stretto del rancore implacabile. Li separa un sottile diaframma, che quando è oltrepassato trasforma le relazioni sentimentali nell’inferno sulla terra. È questo lo scenario riscontrato nella maggior parte degli casi, otto e tutti verificatisi a Fano, che hanno portato il personale del commissariato locale ad attivare il Codice Rosso per altrettante volte.

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Gli episodi più preoccupanti: gli arresti domiciliari cui sono stati sottoposti due uomini, entrambi di origini straniere, abbinati ad altre misure coercitive come l’allontanamento dalla casa di famiglia e il divieto di avvicinare sia l’ex compagna sia i suoi figli minorenni.

Il momento simbolico
Le indagini condotte dai poliziotti in servizio a Fano, coordinati dal vice questore Stefano Seretti, riguardano un arco di tempo che va dalla fine della scorsa estate a ottobre. È stato dunque scelto un momento simbolico dell’anno, subito prima della giornata internazionale contro la violenza di genere, per fornire il polso della situazione recente nella nostra città. Negli otto episodi di Codice Rosso l’età delle persone coinvolte oscilla fra 35 e 45 anni, con una prevalenza netta dei quarantenni.

In un caso la vittima è un uomo, sottoposto a stalking dalla sua ex compagna, donna romagnola che non si rassegnava alla fine della relazione amorosa e che ha reagito alla delusione ricorrendo alle molestie pesanti. Un comportamento assillante, persecutorio, attuato nei confronti sia dell’ex sia dei suoi genitori sia della sua nuova frequentazione. Il clima umano invivibile ha indotto il personale del commissariato a ricorrere al Codice rosso (una corsia preferenziale che tutela chi subisca violenza di genere o domestica) per mettere un argine alla situazione ed evitarne ulteriori avvitamenti.

Negli altri sette episodi si è trattato invece di uomini che sottoponevano ex fidanzate, ex conviventi ed ex consorti (una di loro è di origine straniera) a continue minacce e sopraffazioni psicologiche, fisiche e materiali, protrattesi a volte anche per anni. Molte donne tendono a resistere fino allo stremo alle condizioni di forte stress e quando dicono basta, si scatena la reazione dell’ex. Controllo ancor più asfissiante, intrusioni nel lavoro e nella vita privata, reiterate minacce, molestie telefoniche, ingiurie e perfino percosse.

Le misure adottate
Gli agenti hanno quindi proceduto con il penale nei confronti di cinque uomini: due per il reato di maltrattamenti verso familiari, altri tre per atti persecutori e lesioni personali. Adottati inoltre tre ammonimenti, altrettanti provvedimenti amministrativi. Consistono in un avviso del questore, il quale intima di cessare subito gli atti persecutori alla persona che li attua. In caso contrario si procede d’ufficio attivando il Codice rosso. «La polizia di Stato – conclude una nota della Questura – pone particolare attenzione al fenomeno della violenza di genere, profondendo notevole impegno in termini di prevenzione e repressione. In tutti gli otto episodi le vittime si sono rivolte al commissariato di Fano, dov’è stata allestita una stanza dedicata per accogliere, fornire assistenza e raccogliere segnalazioni delle vittime».

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