Dalla bretella al casellino, rincari da capogiro. Alcuni cantieri di Pesaro sono a rischio: ecco quali

Dalla bretella al casellino, rincari da capogiro. Alcuni cantieri di Pesaro sono a rischio: ecco quali
Dalla bretella al casellino, rincari da capogiro. Alcuni cantieri di Pesaro sono a rischio: ecco quali
di Thomas Delbianco
4 Minuti di Lettura
Sabato 30 Luglio 2022, 04:30

PESARO - Opere accessorie, “ma quanto mi costi”, il pacchetto ora sfiora i 100 milioni di euro. E la “coperta economica” di Società Autostrade è corta: «Mancano 22 milioni di euro».

Le opere a ovest rischiano, mentre a Santa Veneranda la bretella va avanti: dopo i picchetti, inizia la bonifica bellica. C’è sempre più movimento dalle parti di Santa veneranda negli ultimi giorni, proseguendo oltre la zona di Muraglia dove il cantiere per la bretella è iniziato qualche mese fa. I picchetti dei terreni da espropriare si stanno allargando verso nord e sono comparsi anche nella zona all’altezza del lavatoio, dove è prevista la realizzazione di una rotatoria. 

Il percorso 


Segno che il percorso per la circonvallazione di Santa Veneranda va avanti, confermato dal fatto che nella zona di strada Valle Castagni c’è la recinzione con il nastro bianco e rosso collegata ad un cartello che indica la bonifica bellica. Restano da chiudere gli accordi sugli espropri, prima di avviare i lavori, previa procedura di gara. La bretella partirà all’altezza del lavatoio, come previsto nella parte a monte, per poi concludersi al bivio con via Del Rio. Sarà un primo stralcio, ma che consentirà di spostare il traffico pesante e non, dal centro abitato e da via Bonini. La seconda parte della circonvallazione, per andare a congiungersi con la rotatoria dell’interquartieri, dovrà tenere conto dell’iter del secondo casello, visto che si svilupperà con quell’infrastruttura. Ma ci sono altre novità che riguardano le restanti opere accessorie alla terza corsia. Nelle ultime settimane, i proprietari delle aree di Santa Veneranda da espropriare, hanno ricevuto una lettera raccomandata dagli uffici ministeriali e da Aspi con la quale, oltre ad informare delle procedure legate all’esproprio, per raggiungere un accordo economico, vengono fornite parecchie cifre su tutto il pacchetto di strade e casello. Si parte dalla convenzione stipulata nel 2014 tra Comune, Provincia, Regione e Società Autostrade, nella quale vengono definite una serie di opere da realizzare, che ormai sono note: secondo casello di Santa Veneranda, bretella di Muraglia, bretella di Santa Veneranda, raddoppio dell’Interquartieri, Bretella Gamba-Pica, potenziamento dell’Urbinate.

Le cifre

Poi le cifre: 12,2 milioni di euro per la bretella di Muraglia, 62,4 milioni di euro per lo svincolo sud e le altre opere. Importo totale, 74,7 milioni di euro. In base a quella convenzione, riporta la lettera, «gli eventuali maggiori costi dovranno essere compensati con una riduzione della spesa per altri interventi, nel limite dell’impegno economico a carico di Autostrade, oppure rimarranno in capo all’ente territoriale firmatario dell’atto dal quale è pervenuta la richiesta, che si impegna, senza riserva, a corrispondere tali maggiori costi ad Autostrade per l’Italia entro 180 dalla richiesta della concessionaria stessa». L’iter va avanti e si arriva ad aprile 2021, quando Aspi trasmette i progetti definitivi. I costi sono lievitati. La bretella di Muraglia sale a 18 milioni di euro. Il capitolo delle altre opere accessorie, 51,3 milioni di euro, ma viene ridotto a 46,5 milioni di euro in fase di istruttoria, decisione che potrebbe essere in linea con l’indicazione di stralciare dal pacchetto il raddoppio dell’interquartieri, del valore di quasi 5 milioni di euro, per l’esattezza 4,7 milioni di euro come riportava il computo del 2015. Il secondo casello sale a 31,5 milioni di euro. Nella convenzione, specificano i soggetti coinvolti, lo svincolo era coperto per 9 milioni e 590 mila euro.

I costi

Risultato finale? Tutte le opere ora costano 96 milioni e 680 mila euro.«Risulta una maggiore spesa di 21 milioni e 980 mila euro», evidenzia il documento, che poi passa a delineare i possibili scenari: «Qualora la Provincia o il Comune non provvedessero alla corresponsione dei maggiori costi ad Autostrade per l’Italia, la stessa si riserva, a suo insindacabile giudizio, di non completare la realizzazione delle opere complementari ai punti 2,4,5,6, in quanto sprovviste della necessaria copertura economica». Salvo il casello (punto 1), salva la bretella di Santa Veneranda (punto 3), il punto 2 riguarda la bretella di Muraglia, i cui lavori sono però già iniziati. Già escluso dal pacchetto il raddoppio dell’interquartieri (punto 4), se nei prossimi mesi la “coperta resterà corta”, a rischiare saranno i punti 5 e 6, cioè la bretella Gamba-Pica e il potenziamento dell’Urbinate. 

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