Il grido di dolore dall'ospedale fronte del Covid: «Qui siamo allo stremo, serve personale, reintegrate i pensionati del 2020»

Giovedì 18 Marzo 2021 di Letizia Francesconi
Personale sanitario allo stremo a Marche Nord

PESARO Ad un anno dall’inizio della pandemia, e in aria di terza ondata Covid, si alza la pressione sull’azienda ospedaliera Marche Nord per carenza di personale sanitario, medico e tecnico integrativo. Una situazione di seria difficoltà con reparti ospedalieri riconvertiti e operatori sanitari che ha spinto i sindacati delcomparto sanità Cgil, Cisl e Uil insieme ai coordinatori Rsu delle tre sigle sindacali, a ritenere necessario un incontro urgente con la direzione medica e sanitaria di Marche Nord.

 

 
Dall’interno del presidio San Salvatore, gli operatori rilevano evidenti difficoltà relative alla riorganizzazione in emergenza, che la direzione ospedaliera attua quasi giornalmente, spostando infermieri, Oss o tecnici di laboratorio da un reparto Covid all’altro, per coprire turni di personale altrimenti mancante, se non addirittura assente. 

Le segnalazioni di operatori e parti sociali partono da un numero che fotografa l’attuale pressione sul Marche Nord: solo negli ultimi giorni si sono contati circa 180 nuovi ingressi. Da qui partono alcune richieste da porre all’attenzione della direzione ospedaliera. Risulta infatti che ad oggi non siano state neppure compensate le cessazioni di personale a fine 2020, e la penuria di personale unita alla riorganizzazione continua e agli spostamenti quotidiani degli operatori, sta causando una situazione di stress e disagio su infermieri, Oss, tecnici di laboratorio e di radiologia. «Il fatto che si ci siano operatori, come la stessa Rsu interna porta all’evidenza – rilevano Vania Sciumbata (Fp Cgil) e Angelo Aucello (Uil Fpl) - richiamati dal proprio giorno di riposo o sottoposti a turni aggiuntivi e repentini cambi organizzativi, dimostra che c’è una forte carenza di personale per garantire turn over e la copertura adeguata dei nuovi reparti Covid. Le organizzazioni sindacali chiedono per questo alla direzione ospedaliera di prendere provvedimenti per il potenziamento dell’attuale dotazione organica, come valutare per esempio, l’eventualità di reclutare personale aggiuntivo con contratti a tempo determinato di più lunga durata, almeno fino al termine dell’emergenza sanitaria. Si chiede anche di velocizzare tempi e procedure per assumere direttamente dalla graduatoria regionale del maxi concorso per infermieri. 

«Così come va velocizzata la procedura concorsuale regionale aperta nel gennaio scorso per l’assunzione di Oss, dove Marche Nord è azienda ospedaliera capofila, per far fronte alla carenza strutturale di operatori sociosanitari interni». Rispetto al nuovo piano di fabbisogno di personale dell’azienda ospedaliera, la pianta organica va subito implementata per coprire non solo i 68 posti letto di terapia intensiva e sub intensiva suppletivi già assegnati dalla Regione per l’emergenza, ma anche nuovi posti letto aperti solo nelle ultime settimane che fanno salire complessivamente a quasi 200 i nuovi posti Covid. A fronte di questi numeri proseguono le parti sindacali, le proposte di lavoro a tempo determinato dell’azienda ospedaliera dovrebbero avere una scadenza temporale non inferiore ai 24 mesi, così come sarebbe opportuno accelerare sulla formazione del personale neoassunto in modo tale che possa essere impiegato anche nei reparti a più alta complessità. 

«Pare invece che alcune unità di personale assunto con contratto di collaborazione a termine per l’emergenza, venga poi assegnato in reparti anche di Intensiva per cui non sempre è adeguato o non specificatamente formato.

 

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