La furia della sindaca di Valentino Rossi in arancione rafforzato: «Cinque comuni sacrificati per salvare le Marche»

Giovedì 22 Aprile 2021 di Thomas Delbianco
Tavullia, la furia della sindaca di Valentino Rossi in arancione rafforzato: «Cinque comuni sacrificati per salvare le Marche»

TAVULLIA - «Arancione rinforzato, confusione e brutto segnale psicologico per i cittadini, ma rispettiamo le regole. Tante telefonate dalle attività economiche, volevano sapere se dovevano tenere chiuso». All’arrivo nel suo ufficio, ieri mattina, la sindaca di Tavullia Francesca Paolucci, ha controllato per prima cosa, il dato aggiornato sui contagi giornalieri.

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«Siamo a 50 contagi in tutto il Comune, tutti ristretti all’ambito familiare. Mi chiedo quanto possa incidere un dato di questo tipo in un comune delle nostre dimensioni, se raffrontato in numeri assoluti, con i contagi di comuni che hanno decine di migliaia di abitanti. Il mare è formato da gocce e tutto è importante, ma Tavullia non è in una situazione preoccupante».

 

Il dato regionale che ha portato la terra di Valentino Rossi nella fascia arancione rinforzata (scattata ieri mattina anche per Acqualagna, Vallefoglia e Montelabbate), ha indicato 405,6 contagi ogni 100.000 abitanti registrato nella settimana dal 12 al 18 aprile.

Il trend

«E’ stato preso come riferimento una sola settimana - continua la sindaca - Se guardiamo il trend delle settimane precedenti eravamo addirittura in calo come indice di contagio, mi dispiace che sia stato preso come riferimento una sola settimana su oltre un anno. Abbiamo chiesto alla Regione i dati in maniera esatta, non abbiamo possibilità di controllare questi numeri che ci vengono forniti. Capisco che la Regione stia facendo di tutto per tornare a essere gialla, e lotterò anche io verso questa soluzione, ma non si può chiedere un sacrificio solo a 5 comuni delle Marche per un’intera regione, non ha senso». Limitazioni negli spostamenti da zona rossa, nessuna restrizione aggiuntiva per scuole e attività economiche, fino a domenica 25 aprile, nell’ordinanza della Regione Marche. Tavullia recepisce, ma non in silenzio. «Sicuramente rispettiamo l’ordinanza e faremo il nostro dovere - continua Paolucci - ho chiesto da subito con un video ai cittadini di essere responsabili e consapevoli, considerato che il comportamento di questa settimana potrebbe incidere sulle libertà previste dal 26 in poi. Le perplessità sono tante perchè abbiamo avuto momenti peggiori. Un comune come il nostro non ha centri commerciali, vie di interesse per fare le passeggiate come può essere il centro storico di una città, non abbiamo scuole superiori. Mi pare una decisione ingiusta in un momento in cui tutta l’Italia si prepara a riaprire. Dal punto di vista psicologico è stato un segnale non bello nel nostro territorio». 

Pro e contro

Ieri nel primo giorno in arancione rinforzato, non ci sono comunque stati problemi particolari, la gente l’ha presa abbastanza bene. Qualche disagio da parte delle attività commerciali: hanno telefonato in Comune tanti operatori per capire se dovevano tenere aperto o chiuso. «Chiarisco - puntualizza la sindaca - che le attività sono aperte e i clienti possono usufruire delle attività stesse nel rispetto dell’uso della mascherina, distanziamento, evitando assembramenti, con i controlli delle forze dell’ordine». Tra i commenti di ieri mattina a Tavullia, c’è chi come un barista sosteneva che «questo sistema faccia solo una gran confusione, non comprendo perchè prima i colori cambiavano sempre al lunedì, ora anche in mezzo alla settimana, ormai ci siamo abituati alla confusione, l’importante è che le scuole restino aperte», sottolineava il tabaccaio, mentre una signora a passeggio condivideva le misure.

 

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