Vaccini Covid al personale della scuola: esordio caos tra guasti, lunghe attese e proteste

Mercoledì 3 Marzo 2021
Pesaro, vaccini Covid al personale della scuola: esordio caos tra guasti, lunghe attese e proteste

PESARO - Caos, disagi e proteste ieri al Centro sociale “Pino Monaldi”, sede unica vaccinale nel quartiere Celletta nella prima giornata di somministrazioni aperte anche al personale docente e scolastico. Non solo un guasto tecnico in una delle postazioni informatizzate utilizzate dai medici per l’anamnesi, ma delle 4 postazioni a servizio degli over 80, una è stata riservata al solo personale scolastico. In più il siero è arrivato in ritardo. Questa sovrapposizione ha rallentato il flusso degli ultraottantenni e il carico sul sistema operativo e informatico. E così ieri è stato il primo giorno da bollino rosso, a dieci giorni dall’avvio della campagna vaccinale Covid diffusa. Si è creato un vero e proprio “imbuto” con centinaia di persone, che fin dalle 9 del mattino accompagnavano i propri anziani in lista per la prima somministrazione.

 

Tempi di attesa dilatati anche di due ore, riferiscono i volontari di Protezione civile e Croce Rossa, ma soprattutto anziani anche 90enni, costretti ad aspettare, e non sempre con un posto per sedersi. Una situazione affrontata prima che potesse degenerare, dal direttore del Dipartimento di Prevenzione di Area Vasta 1, Eugenio Carlotti. Le sue scuse pubbliche sono rivolte alle decine e decine di anziani con i propri accompagnatori costretti ad attendere all’esterno del Monaldi e in strada, prima di accedere alle postazioni vaccinali. 
La segnalazione
«Alle 14 di ieri – racconta Ugo Schiaratura, coordinatore del gruppo comunale Protezione civile – ancora dovevano essere chiamati gli ultraottantenni con prenotazione per le 12. Il sistema organizzativo è stato messo a dura prova. Ci siamo trovati a dover rispondere, ma senza averne responsabilità e competenze, alle decine e decine di lamentale da parte di accompagnatori di anziani prenotati per il primo pomeriggio ma obbligati a rimanere fuori, perché il sistema informatico non ne accettava l’ingresso, se non dopo aver completato le inoculazioni ai prenotati delle due ore precedenti. A un certo punto della mattinata si è creata una situazione davvero difficile con tempi dilatati di quasi due ore». Tutto, sarebbe partito da un pc di una delle postazioni mediche operative, saltato a somministrazioni avviate. Ma non è solo un problema tecnico. 
La riunione
Ieri, si è cercata la quadra in una riunione convocata dall’Amministrazione comunale con l’assessore Della Dora e la partecipazione di Centro operativo e Protezione civile. «E’ stato un problema tecnico che può capitare, in undici ore di servizio, ma non dipeso dai sanitari di Area Vasta – spiegano Eugenio Carlotti ed Elisabetta Esposto, direttrice del Distretto sanitario - per un problema di password del sistema “Poste” disabilitata e saltata in una delle postazioni, il lavoro dei medici, prima che all’utente venga somministrato il vaccino, è stato rallentato di un’ora e mezza. 
La corsa
«Nel frattempo si erano radunati all’esterno in attesa un centinaio di persone. I sanitari e il personale del Dipartimento hanno lavorato ad oltranza per tutta la mattina saltando anche l’ora della pausa pranzo dalle 13 alle 14, e solo dal pomeriggio i flussi hanno cominciato a scorrere e rientrare. Solo l’operatore centralizzato del sistema “Poste” poteva risolvere il problema. Eravamo disposti noi coordinatori a fornire le nostre password per far ripartire il sistema inceppato, poi a metà mattinata “Poste” ha riattivato il tutto. Si è lavorato ininterrottamente per garantire ai 700 utenti fra over 80 e insegnanti la prima inoculazione». Al momento si valutano soluzioni migliorative ma la dottoressa Esposto non ritiene di abbassare i flussi. 
 

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