Arrivati i test rapidi coronavirus per scuole e case di riposo, ma la logistica è un rebus

Arrivati i test rapidi coronavirus per scuole e case di riposo, ma la logistica è un rebus
Arrivati i test rapidi coronavirus per scuole e case di riposo, ma la logistica è un rebus
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Giovedì 12 Novembre 2020, 06:10

PESARO - Da oggi nei Distretti sanitari di riferimento sarà possibile per medici di base e pediatri di libera scelta ritirare i test rapidi antigenici, unitamente ai dispositivi di protezione previsti. Il primo quantitativo vede 10.400 kit rapidi a livello regionale, suddivisi poi fra i 13 Distretti sanitari, compresi i tre Distretti territoriali di Pesaro, Fano e Urbino.

Ma i quantitativi in arrivo per ora sono destinati, sulla base delle linee guida regionali, solo a due tipi di percorso: lo screening diffuso per il Percorso scuola e lo screening rapido all’interno delle Rsa, in quest’ultimo caso eseguito dai medici di continuità assistenziale Usca.

Almeno per il momento i medici di medicina generale non sarebbero chiamati a farsi carico dell’utilizzo dei test rapidi e la loro adesione resta limitata. Il direttore del Dipartimento di Igiene e Salute, Augusto Liverani, incontrerà oggi l’equipe territoriale che raggruppa i medici pediatri per verificare i quantitativi previsti e le modalità con le quali eseguire il test.

Le reazioni

«Finalmente l’iter si è sbloccato, ora restano da definire le procedure logistiche per essere in grado di eseguire i test – entra nel merito Bruno Arcangeli, pediatra e segretario regionale Federazione italiana medici pediatri – il provvedimento appena inoltrato dalla Regione, sulla base di un accordo collettivo nazionale, di fatto bypassa la clausola iniziale della volontarietà, pediatri e medici di base non potrebbero sottrarsi a un servizio sì integrativo ma comunque previsto da una convenzione. Certo è che vanno valutati, sulla base delle disponibilità e del numero di pazienti, le diverse problematiche logistiche e di sicurezza dei percorsi, la presa in carico e l’identificazione dei pazienti destinatari. Per il momento sappiamo che i kit rapidi in arrivo potranno essere eseguiti in prevalenza su soggetti e nostri pazienti asintomatici o che abbiamo concluso il decimo giorno di isolamento, dopo un contatto stretto con un positivo. Questo vale per bambini e ragazzi in età pediatrica e per tutte le altre fasce di età, seguite dai medici di famiglia.

Libertà decisionale

«Ognuno di noi resterà comunque libero di scegliere l’iter, ovvero se aprire il proprio ambulatorio oppure usufruire di altre sedi, che verranno messe a disposizione. Sarà il Dipartimento di Igiene e Salute a fornire gli elenchi di quanti soggetti, bambini o adulti, da sottoporre a test rapido, tutto sulla base delle segnalazioni da noi fornite al Distretto o dalle indagini epidemiologiche del Dipartimento stesso». Chi ha uno studio associato o spazi ampi organizzerà su appuntamento l’esecuzione del test rapido, ma con percorsi e fasce orarie separate dalla normale attività ambulatoriale di vaccinazioni antinfluenzali. In generale l’indicazione è comunque quella di privilegiare una fascia serale, a garanzia di una maggiore sicurezza degli spazi. Nell’eventualità infatti che il test antigenico indichi la positività del ragazzo o del bambino, a fine dell’attività di visita, si potrà eseguire la sanificazione per riaprire in piena sicurezza l’ambulatorio l’indomani mattina. Un’opportunità più efficace per i pediatri piuttosto che per i medici di famiglia. Proprio i pediatri si stanno facendo carico infatti di un numero importante di quarantene scolastiche e per fare un esempio, in una settimana i pediatri sono alle prese con più stati febbrili ripetuti rispetto a un medico di medicina generale.

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