Tamponi Covid triplicati, ma scarseggiano i reagenti: rischio lunghe attese per le risposte

Mercoledì 11 Novembre 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, tamponi Covid triplicati, ma scarseggiano i reagenti: rischio lunghe attese per le risposte

PESARO - Drive test sempre più attivi sul territorio ma c’è il rischio concreto della scarsità dei reagenti che vengono utilizzati per i tamponi molecolari e che porterebbe a congestionare il laboratorio dell’Area Vasta 1 a Urbino con conseguenti difficoltà anche per il laboratorio interno all’Azienda ospedaliera Marche Nord.

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A esprimere preoccupazione sono i medici coordinatori delle Unità speciali assistenziali Usca che da Pesaro al resto del territorio sono alle prese con le sedute no-stop ai punti drive spalmate nell’arco della settimana tra Pesaro, Fano e Urbino.

 

Un problema che potrebbe acuirsi proprio in considerazione del numero di tamponi complessivi da processare. E’ vero che si parla sempre in un’ottica regionale, ma le conseguenze possono lambire anche l’Area Vasta 1 dove i punti drive sono oliati e funzionano in perfetto regime. Sono già alcuni giorni, fa osservare il medico che coordina l’Usca di Pesaro, che i tempi di risposta per alcune fasce di soggetti sottoposti a tampone iniziano ad allungarsi. Il problema non sono i tamponi in sé ma le dosi scarse di reagenti tali da coprire tutte le persone che Distretti sanitari e Dipartimento di Prevenzione chiamano ai drive. Il problema, come fanno notare i medici speciali impegnati sul territorio, è un approvvigionamento su base regionale degli stessi reagenti, che il servizio sanitario acquista con cadenza mensile o settimanale sulla base dei propri fabbisogni. 
Il trend
«Medici e sanitari mostrano una certa preoccupazione – fa osservare Gregorio Bucci, medico coordinatore Usca Pesaro – ci sono i primi segnali di affanno nei tempi di arrivo delle risposte. Il rischio, ma lo capiremo meglio nel corso dei prossimi giorni, potrebbe essere quello di non disporre di una quantità sufficiente di reagenti che servono per processare la quasi totalità dei tamponi da eseguire, dopo i drive di oggi e il checkpoint di sabato previsto a Pesaro in strada dei Cacciatori. Per rendere l’idea delle difficoltà in cui ci si imbatte va detto che ad andare in affanno per prima è stata l’Area Vasta 2 e i laboratori di Macerata, Fermo e Ascoli. Una parte dei tamponi veniva così inviati per essere processata più rapidamente al laboratorio di Urbino che serve l’Area Vasta 1. Ora però dall’ultimo weekend anche il nostro territorio è in difficoltà per tempi e scorte di reagenti. Guardando ai numeri del territorio, abbiamo di fatto triplicato, quasi in un mese, i tamponi che vengono eseguiti nei drive di Pesaro, Fano e Urbino, e dovendo garantire anche i tamponi da processare provenienti da fuori provincia, il conto è presto fatto, si rischia di essere a corto di reagenti». Stando così le cose, va però chiarito, che l’esito dei tamponi per malati e malati gravi a domicilio Covid viene sempre garantito entro le 48 ore. 
I test in casa
I percorsi che potrebbero vedere un allungamento dei giorni di risposta dei test inviati al laboratorio di Urbino, riferiscono i medici Usca, sono relativi ai tamponi già programmati, agli screening per le cooperative con il proprio personale in forza ma soprattutto i tamponi che Distretti e Usca stanno garantendo in modo capillare per tutti i contatti stretti di un soggetto positivo. E ora dopo i quasi 300 test eseguiti ieri al drive di strada dei Cacciatori, oggi ai checkpoint di Fano e Urbino sono previsti complessivamente circa mille tamponi e nelle prossime ore sarà fondamentale capire come risponderà il laboratorio di Area Vasta 1.

 

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