Coronavirus, tra Pesaro e Rimini è solo "aperturina": sconfinamenti sì, ma soltanto per i congiunti. E con l'autocertificazione

Venerdì 22 Maggio 2020 di Simonetta Marfoglia
Coronavirus, tra Pesaro e Rimini è solo

PESARO - Il governatore Luca Ceriscioli apre i confini delle Marche, trova l’intesa con il suo omologo dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini per l’atteso passaggio tra Rimini e Pesaro (meglio ancora tra Gabicce e Cattolica divise dal Tavollo diventato un liquido muro di Berlino) ma poco dopo l’intesa siglata dai due governatori si rivela all’atto pratico più che un’apertura, un’aperturina. 

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Nei passaggi tra un filiera amministrativa e l’altra della messa in pratica dell’accordo che apre le “frontiere” - comunicazione ai prefetti, accordo tra i presidenti delle due Province - alla fine il via libera viene dato di fatto solo per le visite tra i congiunti. E per di più con un’autocertificazione. Concessione auspicata da tanti ma forse altrettanti si aspettavano qualcosa di più: un “liberi tutti” comprendente amici, conoscenti e via elencando.
 
Deluso, per esempio, il sindaco di Cattolica Mariano Gennari che non la manda a dire: «La montagna ha partorito un topolino». E argomenta: «Mi aspettavo un maggiore coraggio nella stesura dell’atto. Quattro giorni di attesa per sentirsi praticamente dire che si può valicare il confine tra Romagna e Marche solo per salutare e rivedere i congiunti. Grazie già fatto. Tanti cittadini hanno già rivisto i congiunti adducendo motivi di necessità. Quindi dov’è la novità?». 
La confusione
Una bella confusione ieri mattina sulle modalità dell’apertura tra Marche ed Emilia Romagna, e anche il dirimpettaio gabiccese di Gennari, il sindaco Domenico Pascuzzi, è dovuto intervenire sulla sua pagina Facebook con un doppio post rinforzato per evitare equivoci e sgombrare dubbi: «Possiamo riabbracciare i nostri cari. Per essere chiari gli spostamenti tra le province di Pesaro e Rimini saranno possibili, oltre che per lavoro, salute e comprovate necessità, anche per far visita ai propri congiunti e sempre con autocertificazione. Fino al 2 giugno rimangono vietati gli altri spostamenti».
Una bottarella e nemmeno da poco per il turismo dato che la Romagna rispetto alle Marche inaugurerà la stagione balneare post Covid già domani e in un passaggio del Tavollo via bagnasciuga qualcuno ci sperava. Cerca di mitigare la delusione il consigliere regionale del Pd Andrea Biancani che chiarisce come il punto cruciale sia la reciprocità tra Regioni: «Nel decreto della Regione Marche in effetti non si parla della necessità dell’autodichiarazione per lo spostamento o di congiunti. Però la Regione Emilia-Romagna ha fatto un accordo con il Veneto che limitava gli spostamenti ai congiunti e con autocertificazione. Per poter attivare la stessa cosa e non inserire ulteriori differenze rispetto all’accordo già fatto dall’Emilia Romagna, anche per la provincia di Pesaro con quella di Rimini l’apertura si è limitata, in accordo con la Regione, ai congiunti residenti in province confinanti. Un problema che è comunque molto sentito soprattutto nei territori di confine che da mesi non possono incontrare le persone care. Alla fine - conclude Biancani - stata una decisione assunta anche in conformità con la lettera che il ministro della salute ci ha inviato».