Pesaro, mancano spazi a scuola e sui bus: ipotesi orari scaglionati o istituti chiusi a turno

Venerdì 21 Agosto 2020 di Letizia Francesconi
Pesaro, mancano spazi a scuola e sui bus: ipotesi orari scaglionati o istituti chiusi a turno

PESARO - Serve un’accelerata per definire la riorganizzazione del trasporto scolastico in funzione anti Covid con la ripresa della scuola. I presidi degli istituti superiori sono chiamati a collaborare per scegliere la soluzione più adeguata di riorganizzazione e garantire agli studenti di viaggiare in sicurezza sul bus, ma tutto senza gravare sulla capienza limitata dei mezzi. L’incontro con Adriabus, che gestisce il trasporto locale, e l’Ufficio scolastico provinciale è atteso per oggi. Considerando i sette istituti superiori della città (solo al Campus si contano circa 5 mila ragazzi) con gli ingressi potenzialmente scaglionati l’obiettivo è far viaggiare ogni giorno almeno il 20 per cento in meno di studenti su scala provinciale.



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Sul tavolo dei dirigenti scolastici due proposte: la possibilità di stop della didattica un giorno a settimana a turnazione per ogni istituto, con un’articolazione su cinque giorni, oppure l’ipotesi di rientro pomeridiano o prolungamento dell’orario scolastico per evitare laddove possibile, da scuola a scuola la didattica a distanza.
 
Per la particolare dislocazione delle aule del liceo classico Mamiani che saranno dislocata nell’ex scuola infermieri lungo viale Trieste invece sarà attivato, conferma Adriabus, un servizio di trasporto dedicato con partenza e arrivo degli studenti in una sola fermata urbana ancora da individuare. Trasporto scolastico: all’ordine del giorno nell’agenda dei presidi, spiegano la vicepreside dell’Agrario Cecchi, Fiorucci e il preside del polo Mamiani, Lisotti c’è il piano di riassetto, che il direttore Adriabus Massimo Benedetti, dovrà presentare a stretto giro per Pesaro e provincia in modo tale da garantire la ripartenza in sicurezza. 
Piano di riassetto
Con la chiusura dei plessi un giorno a settimana, non si parla comunque di una normale “settimana corta” e il piano di contenimento del trasporto è articolato sulla base delle provenienze degli studenti I presidi saranno chiamati a stabilire quale sarà il giorno della settimana scelto per la chiusura, diverso da un istituto all’altro. Un meccanismo questo, che permetterà ad Adriabus di calibrare il numero di ragazzi che viaggiano giorno per giorno e a conti fatti in questo modo si dovrebbero trasportare circa 2-3 mila studenti in meno. Si dovrà tenere conto anche delle singole istanze dei dirigenti scolastici. Una riorganizzazione però, che per alcuni istituti superiori, soprattutto per gli indirizzi tecnico professionali, non evita la necessità di prevedere rientri o una diversa distribuzione dell’orario di lezione. «Per il nostro istituto, dove sono una cinquantina gli studenti che usufruiscono anche del convitto – anticipa la vicepreside dell’Agrario, Fiorucci – i giorni di chiusura a settimana potrebbero coincidere con il sabato o il lunedì. Il ragionamento prenderà in considerazione anche il numero di studenti, che provengono da fuori Pesaro, e per la nostra scuola sono circa 250 provenienti dal bacino di confine con la Romagna». 
Casi diversi
Caso diverso per il plesso Mamiani. Il dirigente Roberto Lisotti ha fatto richiesta al direttore Adriabus per una corsa studenti in più. «Il servizio di trasporto nel nostro caso – riferisce – dovrà coprire anche le 12 classi aggiuntive che l’ente provinciale ci ha concesso in viale Trieste, nella ex sede del corso di Infermieristica. Fra le soluzioni al vaglio o una corsa studenti dedicata ai ragazzi, che provengono da fuori città oppure si tratterà di prevedere una modifica al tragitto di alcuni autobus urbani, che in orario scolastico potranno allungare il percorso fino all’ultimo tratto di viale Trieste, in direzione porto. Parliamo di 300 ragazzi che provengono dal bacino romagnolo». Fra i dirigenti scolastici più in difficoltà a far quadrare didattica e trasporto scolastico, c’è Anna Maria Marinai per il professionale Benelli: «Il mio istituto al momento non è stato oggetto di alcun intervento di ampliamento o ricerca di nuove aule, e anche con lo stop a rotazione un giorno a settimana, ci sono difficoltà anche solo per riavere la disponibilità di nostre aule concesse lo scorso anno al plesso del liceo scientifico Marconi. Saremo comunque obbligati o a prevedere rientri o comunque a organizzare metà classe solo il mattino in presenza, e l’altra metà con didattica a distanza».

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