Pesaro, partono i centri estivi, ma solo per i bambini a da 5 anni. Mamme in rivolta: «Bimbi di serie B»

Giovedì 11 Giugno 2020 di Thomas Delbianco
Pesaro, partono i centri estivi, ma solo per i bambini a partire da 5 anni. Mamme in rivolta: «Bimbi di Serie B»

PESARO - Via libera ai centri estivi comunali da fine giugno, ma le famiglie protestano: «Esclusi i bambini fino a 4 anni, ci sono figli di serie b». L’assessore Giuliana Ceccarelli replica: «Impossibile fare di più, le leggi ci impongono non più di 335 iscritti». E’ bastato che il sindaco di Pesaro Matteo Ricci pubblicasse sulla propria pagina Facebook il resoconto della conferenza stampa di ieri mattina sul servizio della scuola dell’infanzia estiva, che nel giro di qualche ora si sono scatenate le lamentele delle famiglie fresche tra l’altro di una recente raccolta di firme. Il periodo di apertura andrà dal 29 giugno al 31 luglio. Quindi un mese.

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Ma è stata sulla decisione di consentire l’iscrizione solo ai bambini che frequentano l’ultimo anno di scuola dell’infanzia che si è riversato il malessere, specchio delle turbolenze accese già da settimane, sulle modalità di gestione, nei vari livelli istituzionali, dei servizi educativi, esternato in più forme, anche, appunto, con una petizione: «I genitori che hanno i bimbi sotto i 4 anni e lavorano dove li devono lasciare?».
 
C’è chi parla di discriminazione verso la fascia 0-3 anni per la mancata riapertura dei nidi, e chi invece vede come a dir poco discutibile la scelta di non far rientrare almeno i bambini di 4 anni. L’assessore alla Crescita Giuliana Ceccarelli, dopo aver spiegato le ragioni di questa impostazione ieri mattina in Sala Rossa (nella foto con il sindaco Matteo Ricci), ha risposto al fuoco delle famiglie anche sui social: «E’ stata una scelta difficile anche per noi. Nelle nostre scuole dell’infanzia abbiamo circa 900 bambini iscritti. Le regole imposte dal Dpcm del 17 maggio, con relativo allegato 8 e Linee Guida, ci impongono il rapporto per la fascia d’età 3-6 anni di una maestra per 5 bambini. Finora nelle nostre scuole dell’infanzia il rapporto insegnante/bambini era di 1 a 15. Quindi le nuove leggi contro la pandemia ci impongono la riduzione di 1/3. Abbiamo deciso di aprire tutte e 13 le scuole e nonostante questa apertura totale possiamo ospitare solo 335 bambini. Accetteremo tutti i bambini delle scuole comunali, ma c’è posto anche per quelli delle scuole statali e paritarie per almeno 90 posti. In più ci sono 68 posti per tutti i bambini disabili». L’assessore Ceccarelli ha poi aggiunto che «il gruppo pedagogico ha valutato che i bambini dell’ultimo anno possono, certamente meglio dei più piccoli, seguire i criteri imposti dalla legge. Nello specifico: mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone, lavarsi frequentemente le mani in modo non frettoloso, non tossire e starnutire senza protezione, non toccarsi il viso con le mani. Non possiamo essere i guardiani dei bambini, siamo soli gli educatori». L’orario sarà dalle 7.45 alle 13.45 (pasto incluso). 
Iscrizioni al via
Accesso prioritario per casi sociali, disabili e monoparentali. Iscrizioni al via oggi e fino a giovedì 18 giugno, solo online (sul sito del Comune, alla voce Servizi educativi - Scuola dell’infanzia estiva) e in caso di problemi in presenza, su appuntamento (telefono 0721.387534). «Credo che il governo nella fase due abbia tenuto nel complesso un atteggiamento giusto e corretto, facendo scelte condivisibili - afferma il sindaco Matteo Ricci - Ci sono a mio avviso due elementi deboli nella strategia: la mappatura delle persone, sui cui c’è grande incertezza. E il tema dei bambini: riuscire a organizzare centri estivi e scuole dell’infanzia estiva alle indicazioni date, nei tempi che ci sono stati, è molto complesso per tutti i Comuni. Si tratta di un punto molto delicato, che ha a che fare anche con il problema delle famiglie». 
Pragmatismo
Sulla scuola dell’infanzia estiva: «E’ chiaro che non è il massimo che speravamo di poter fare, ma è il massimo di ciò che è consentito ora dalle regole. Anche scegliere i bambini di 5 anni è un ragionamento pragmatico. I numeri comunque non ci permettevano di andare oltre per motivi di sicurezza. E le regole consentono un servizio maggiormente applicabile in questo modo». Presente alla conferenza stampa anche il consigliere di maggioranza Luca Pandolfi, il quale riferisce che «nella partita un soggetto importante è quello nazionale, e a questo livello c’è stata distrazione. I bambini non possono essere l’ultima ruota del carro, non possiamo permetterci a settembre di non sapere come ripartire».

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