Pesaro, niente centri estivi: il Comune pensa al piano asili per i bimbi con meno di 3 anni

Domenica 14 Giugno 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, niente centri estivi: il Comune pensa al piano asili per i bimbi con meno di 3 anni

PESARO - Asili nido estivi per i bambini da 0 a 3 anni, c’è il via libera. Ma il decreto della Regione non accontenta tutti. Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli ha firmato il decreto con cui, a partire da domani si estende ai bambini nella fascia di età da 0 a 3 anni l’esercizio del diritto alla socialità e al gioco.



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Ovvero: la riapertura regolamentata di parchi, giardini pubblici ed aree gioco; le attività ludico-ricreative, di educazione non formale come i centri estivi e le attività sperimentali di educazione all’aperto (in inglese, outdoor education) con la presenza di operatori, educatori o animatori addetti alla loro conduzione, utilizzando le potenzialità di accoglienza di nidi e spazi per l’infanzia, scuole e di altri ambienti similari ed aree verdi. Tali attività sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento fisico e del lavoro in piccoli gruppi. 
 
La valutazione
A Pesaro l’assessore alle politiche educative Giuliana Ceccarelli in queste ore sta cercando, assieme ai tecnici di predisporre il piano di accesso ai bambini considerando che gli asili estivi si apriranno dal 29 giugno al 31 luglio. Se normalmente i posti nei nido sono quasi 400 per la fascia 0-3 anni, in estate il numero è ridotto a 90, cifra per cui era già stata stanziata una somma nel bilancio. «L’obiettivo è calcolare quanti bimbi potranno accedervi, anche in base alle risorse che ci verranno trasferite dalla Regione e dallo stato – spiega Ceccarelli – ad oggi avevamo garantito 335 posti ai bambini di cinque anni. Gli iscritti alle nostre scuole dell’infanzia sono quasi 900. In più ci sono 68 posti per tutti i bambini disabili. L’orario sarà dalle 7.45 alle 13.45. Avevamo escluso i bambini più piccoli ma grazie a questo decreto si allargano le maglie perché è chiaro che la distanza di un metro non può essere garantita per soggetti più piccoli e per la loro socialità. Un aspetto che avevamo già sottolineato in più sedi. Ora l’obiettivo è allargare i posti per la fascia 4-5 anni e fare un conteggio per l’accesso degli 0-3 anni. Anche il rapporto un educatore cinque bambini è più morbido, nel decreto si sottolinea “preferibilmente”, questo significa che potremo anche alzare questo rapporto e accogliere più bambini. Martedì porteremo tutto in giunta». Per ora il Comune sta valutando di utilizzare 26 strutture: 13 sedi di materne e 13 sedi per i nido. Ma il decreto non è visto da tutti come un’opportunità, come spiega Ilaria Bartolucci, pedagogista che ha avviato una raccolta firme sul tema, aderente al comitato Educhiamo. «La fascia 0-3 è stata inserita come centro estivo ma non come contesto educativo. Io che sono titolare di un centro per l’infanzia non posso aprire la mia struttura con il mio progetto pedagogico, ma dovrei presentare un nuovo progetto ludico, ricreativo o sportivo. L’obiettivo è l’aggregazione non l’educazione. I centri estivi vengono organizzati da enti e associazioni e il Comune concede appalti, senza l’obbligo di avere personale qualificato, basta essere animatori. Il settore educativo e le nostre professioni sono state dimenticate, veniamo paragonati ad animatori. Qui ne va dei bisogni dei bambini che vengono quindi trattati come dei pacchi. Di fatto sono servizi ai genitori». 
Le richieste
«Aprire i nidi comunali? - si interroga - Se lo fanno chiediamo l’apertura anche di quelli privati con un progetto educativo che riconosce i diritti dei bambini. Non abbiamo avuto sostegno economico pur essendo obbligati a stare chiusi e non abbiamo avuto la cassa integrazione». 

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