Pesaro, non solo mascherine, ma anche guanti e alcol a prezzi folli: caccia agli approfittatori del Coronavirus

Martedì 21 Aprile 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, non solo mascherine, ma anche guanti e alcol a prezzi folli: caccia agli approfittatori del Coronavirus

PESARO - Prezzi gonfiati e controlli. L’emergenza Covid-19 e la richiesta di mascherine e prodotti sanificanti ha portato in alcuni casi all’aumento significativo dei prezzi, così come segnalato dalle associazioni a difesa dei consumatori. Dall’altra parte la Guardia di Finanza sta effettuando controlli mirati contro pratiche fraudolente e furbetti.

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«Abbiamo notato e ci segnalano – spiega Paola Venturi Landini, segretaria Federconsumatori, - aumenti ingiustificati su certi prodotti. Pensiamo a un prodotto come l’alcool, molto richiesto oggi per la sanificazione. E’ praticamente finito ovunque. E quando lo si trova, il prezzo è esagerato. Io stessa l’ho trovato in ferramenta. E 4 litri li ho pagati 16 euro, quando normalmente si pagano 3,20 euro». Su questo tema sono girati anche dei video sui social di persone che in farmacia hanno pagato un litro di alcol 8,90 euro.
 
«Anche i guanti in lattice sono praticamente introvabili a prezzi equi. Prima dell’emergenza costavano 5 euro a scatola, ora si trovano tranquillamente a 12 euro – continua Venturi Landini – riceviamo diverse segnalazioni di questo tipo. Ma non sono le sole. Gli aumenti riguardano anche la filiera alimentare, con ritocchi leggeri, ma pur sempre ritocchi di 50 o 60 centesimi. Questo appare incomprensibile, anche perché il costo dei trasporti, visti i minimi storici della benzina, è diminuito. Il nostro comparto nazionale ha fatto delle segnalazioni sia al garante che alle forze preposte per i controlli». La Guardia di Finanza, in linea con i suoi compiti istituzionali, sin dall’inizio dell’emergenza ha ricercato ogni elemento sintomatico di possibili fenomenologie illecite che potrebbero essere conseguenza del significativo aumento della richiesta di prodotti sanificanti o di dispositivi di protezione. Ma al tempo stesso su Pesaro non sono però state riscontrate situazioni limite. Dunque per il momento non è stato possibile rilevare, almeno in questo territorio, pratiche anticoncorrenziali o fraudolente ai danni dei cittadini. Casi isolati o mal prassi di qualche commerciante, anche l’Adiconsum con Claudio Blasi fa sapere che «qualche segnalazione c’è stata, qualcuno fuori dal coro che ci ha marciato, è inevitabile. Del resto la carenza di mascherine, alcol e amuchina ha fatto alzare il prezzo, soprattutto all’inizio. Però in città gli episodi sono stati sporadici».
Floro Bisello, segretario Adusbef spiega che «in alcune situazioni, specie per i gel disinfettanti, i prezzi di listino si sono addirittura abbassati in questa fase vista la vasta disponibilità data anche da aziende che hanno riconvertito la produzione. Le mascherine risultano disponibili a macchia di leopardo. E così abbiamo avuto la segnalazione di dpi venduti a 8 euro e il caso di una farmacia che richiedeva prenotazioni sulle Ffp2 chiedendo 19,70 euro. Ho telefonato personalmente, ma poi non sono mai arrivate e il problema non c’è stato». 

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