Pesaro, luce staccata nel giorno della riapertura, furia parrucchieri: «Siamo su scherzi a parte?»

Martedì 12 Maggio 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, luce staccata nel giorno della riapertura, furia parrucchieri: «Siamo su scherzi a parte?»

PESARO - Una beffa dopo tre mesi di stop per il coronavirus. Parrucchieri e commercianti in subbuglio nella zona di Piazza Redi, via Negrelli e via Flaminia a Pesaro. Il motivo è semplice e questo è uno di quei casi in cui il tempismo vale tutto. Già, perché da lunedì 18 maggio i centri estetici e i parrucchieri potranno riaprire pur seguendo norme molto rigide rispetto alla sicurezza sul luogo di lavoro per se stessi e per i clienti. Camici monouso, igienizzazione, dispositivi di sicurezza saranno il pane quotidiano, ma c’è tanta voglia di riaprire. Ma ecco il paradosso. 

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«Lunedì ho già l’agenda piena – spiega il parrucchiere Gabriele Mengucci – ma ecco che spuntano i lavori dell’Enel agli impianti elettrici, con una conseguente interruzione di corrente dalla mattina alle 9 alle 14. Sono tre mesi che non lavoriamo, abbiamo bisogno di farlo, non aspettiamo altro e sembra assurdo che quando si può tornare a farlo, ci sia un nuovo ostacolo».
 
«Per accontentare i clienti sarò qui dalle 7 ma è chiaro che senza energia elettrica non possiamo lavorare quindi dovremo disdire gli appuntamenti e perdere una importante giornata di lavoro. Speriamo che si possa fare qualcosa in merito». I cartelli sono affissi in tantissimi negozi di piazza Redi e vie limitrofe. In particolare ci sono almeno 4 parrucchieri in zona, un centro estetico, bar e gelaterie che potranno essere penalizzate da questa interruzione dell’energia elettrica. «Ci sembra un dispetto davvero grande – spiega Restilio Mazzoli della parrucchieria Pippo in piazza Redi – ho fissato già diversi appuntamenti. Come possiamo lavorare senza corrente? Un tempismo inopportuno. Abbiamo attraversato una fase durissima senza introiti e iniziare nuovamente con uno stop sarà davvero complicato. Dovremo forse lavare i capelli con acqua fredda o non asciugarli? E’ assurdo». I mancati introiti di questi mesi pesano abbondantemente sulle attività lavorative, tanto che Moreno Bordoni, segretario della Cna che ha portato avanti sin dall’inizio una battaglia per poter far riaprire prima del 1 giugno parrucchieri ed estetisti, è esterrefatto. 
La richiesta
«Ci sembra una cosa assurda, invitiamo il Comune a contattare E-distribuzione per cercare di svolgere i lavori in questa settimana o magari fornire dei generatori agli esercenti che sarebbero impossibilitati a lavorare. 
«È il primo giorno di una nuova era ed è spiacevole dover annullare appuntamenti presi e rinunciare a incassi. Speriamo si possa trovare una soluzione che possa conciliare le esigenze di tutti gli operatori. Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie. Non poniamo altri ostacoli».

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