Pesaro, l'imprenditrice minaccia l'esposto: «Hanno perso il mio tampone per il Coronavirus»

Giovedì 16 Aprile 2020 di Luigi Benelli
Pesaro, l'imprenditrice minaccia l'esposto: «Hanno perso il mio tampone per il Coronavirus»

PESARO - Un’odissea che ha inizio a fine febbraio e che potrebbe concludersi con un esposto in procura. La protagonista è una imprenditrice di 40 anni, residente a Pesaro. «Sto vivendo una situazione surreale perché pensavo che il sistema sanitario funzionasse bene, ma mi sono dovuta ricredere. Sono rientrata da Milano a fine febbraio e sono stata male tanto che mi sono recata in ospedale con 40 di febbre».

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«Ero certa di avere il Coronavirus perché oltre alla febbre avevo problemi ai sensi, non vedevo da un occhio e non sentivo bene. Mi sono state fatte delle flebo e delle lastre. Ma alle 4,30 di mattina, dopo una giornata in ospedale, sono stata dimessa in tutta fretta. Chiesi di poter fare il tampone ma non ci fu risposta. Anzi mi dissero che non dovevo essere lì, così alle 5 di mattina me ne sono tornata a casa molto arrabbiata»
 
Tempo tre giorni e suonano al suo campanello. «Erano gli operatori Asur venuti a farmi il tampone e come sospettavo ero positiva. Sono stata male due-tre giorni poi mi sono ripresa. Finchè il 25 marzo hanno chiamato, ma ricordo che stavo lavorando in smart working e non risposi. Poco dopo il campanello. Erano i carabinieri. In pratica l’Asur aveva segnalato che risultavo irreperibile e in quanto positiva non sarei potuta uscire». Passano altri giorni e la donna viene nuovamente contattata. «Mi hanno convocato per un nuovo tampone l’8 aprile al check point guariti di strada dei Cacciatori. Sono andata e fin qui tutto nella norma. Mi aspettavo il risultato e poi la richiesta del secondo tampone per giudicarmi guarita. Ma il giorno di Pasqua vengo nuovamente raggiunta al telefono e l’Asur mi chiede di presentarmi per il tampone. Pensavo fosse per il secondo, ma si è scoperto che era nuovamente per il primo. Così ho chiamato il medico di base, ma la verità è che non si sa che fine abbia fatto il mio tampone dell’8 aprile. Non si trova, non risulta». Inutile dire che ha perso la pazienza. «E’ un sistema con tante falle. Tante cose non funzionano. Come si può perdere un tampone, io ho tutta la documentazione necessaria che prova il fatto che io sia stata al check point. Sto perdendo tempo, curo una linea per bambini e voglio sapere se posso tornare a lavorare. Io uscirò e se dovessero fermarmi denuncerò l’Azienda sanitaria. Vorrei sapere cosa è accaduto altrimenti sono pronta a far partire un esposto assieme al mio avvocato. Voglio uscire per poter aiutare mio padre e lavorare. Non posso tollerare quanto accaduto».

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